Ci arrivano numerose segnalazioni in merito alla decapitazione di un prete cattolico in Siria. Padre Boulos Yakoub, sarebbe stato ucciso dai militanti dell’Isis, per essersi rifiutato di allontanarsi dell’altare della sua chiesa.
La notizia, datata febbraio 2015, aveva destato parecchio scalpore sul web ed ora torna prepotentemente alla ribalta, dopo che la pagina Facebook di Radio Maria, l’ha pubblicata a distanza di un anno dai presunti fatti, provocando lo sdegno di migliaia di persone, secondo le quali, le fonti di informazione italiane ed internazionali, non avrebbero dato alla morte del sacerdote, una giusta rilevanza. Uno sdegno rafforzato dall’assoluto silenzio dei Governi di tutto il mondo.
Abbiamo trovato la stessa notizia ripresa dai numerosissimi siti web, ma stranamente, non vi era traccia di essa su siti ufficiali. E’ bastata un’analisi più approfondita per riuscire a trovare un comunicato ufficiale dell’Agenzia Fides (Organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie) per capire che si trattava di una bufala.
Fides, infatti scrive che:
Baghdad (Agenzia Fides) – E “completamente falsa” la notizia rilanciata da blog e organi di stampa secondo cui un prete cristiano iracheno sarebbe stato trucidato per sgozzamento a Mosul dai jihadisti dello Stato Islamico.
La smentita categorica viene dal Patriarcato di Babilonia del Caldei, ed è stata diffusa attraverso i media ufficiali del Patriarcato. Nei giorni scorsi l’Arcivescovo caldeo Amel Shamon Nona – recentemente trasferito dalla sede di Mosul all’Eparchia di Saint Thomas the Apostle of Sidney dei Caldei – aveva già smentito le false informazioni riguardanti un fantomatico prete cristiano, indicato col nome di Boulos Yakoub, che avrebbe subito un’esecuzione sommaria a Mosul dopo essere stato tenuto prigioniero dai jihadisti dal luglio scorso.Nella smentita del Patriarcato, pervenuta all’Agenzia Fides, si riferisce che nessun prete cristiano di Mosul porta quel nome e che tutti i sacerdoti cristiani hanno abbandonato la città quando essa è caduta nelle mani dei jihadisti, lo scorso 9 giugno. Nel comunicato patriarcale si richiama alla necessaria cautela da usare nella diffusione di notizie non verificate.
Già a luglio l’Arcivescovo Amel Shamon Nona, in un colloquio con l’Agenzia Fides, aveva denunciato “operazioni di propaganda che spesso, in maniera inquietante, a seconda degli interessi, diffondono false informazioni anche sulla condizione dei cristiani in questo momento convulso vissuto dall’Iraq e da tutto il Medio Oriente”. (GV) (Agenzia Fides 5/2/2015).
Una bufala costruita ad arte, visto che, la foto che accompagna la falsa notizia, è risalente a circa un anno prima del febbraio 2015 e si riferisce ad un esecuzione a Raqqa (Siria).
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