BUFALA Per le prossime settimane, non bere alcun prodotto Coca Cola, in quanto un lavoratore della società ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV (AIDS)

Ritornano le care e vecchie bufale sull’Aids:

C’è notizia dalla polizia. È un messaggio urgente per tutti. Per i prossimi giorni non bevi nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi, lo sprite ecc. Un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da AIDS. . Vedi MDTV. Si prega di inviare questo messaggio a tutti gli utenti della tua lista. REPETIR: Messaggio importante dalla polizia metropolitana a tutti i cittadini
Per le prossime settimane, non bevi alcun prodotto COCA COLA, in quanto un lavoratore della società ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV (AIDS). E ‘stato mostrato ieri in Sky News. Invia questo messaggio alle persone che ti interessano.

A dare una finta parvenza di credibilità è anche uno screenshot di un documento del Ministero della Salute:

Già dalla forma e da alcune delle espressioni utilizzate (polizia metropolitana, ad esempio), si intuisce facilmente che il messaggio è una (cattiva) traduzione. Cercando quindi sul web, troviamo diversi siti che si sono già occupati in questi anni di smentire la bufala. Il messaggio in questione sembra essere l’unione di questo:

There’s news from the police. Its an urgent message for all. For next few days don’t drink any product from pepsi company’s like pepsi, tropicana juice, slice, 7up etc. A worker from the company has added his blood contaminated with AIDS.. Watch MDTV. please forward this to everyone on your list. (Fonte: ThoughtCo.)

e questo:

Important message from Metropolitan Police to all citizen of United Kingdom. For the next few weeks do not drink any products from Pepsi, as a worker from the company has added his blood contaminated with HIV (AIDS). It was shown yesterday on Sky News. Please forward this message to the people who you care. (Fonte: Hoax-Slayer)

Stiamo parlando di una bufala che circola almeno dal 2011. La prima e fondamentale cosa da ricordare è che il virus dell’Hiv non può sopravvivere al di fuori del corpo umano, quindi non può essere trasmesso tramite cibo o bevande. Ne abbiamo già parlato svariate volte, tra carne bovina e arance: anche se le bevande fossero infette (e non lo sono), sarebbe impossibile ammalarsi tramite questa modalità.
In più, non esistono notizie al mondo che confermino una notizia del genere, che sia dell’azienda Pepsi o quella Coca-cola, soprattutto da Sky News. That’s Nonsense ricorda:

Not only have there been no reputable reports that someone attempted to taint Pepsi drinks in this way, according to every authority on the virus, HIV cannot survive for very long outside the human body.. The virus is extremely sensitive to changes in alkaline or acidity and given the acidic nature of Pepsi drinks, any HIV infected blood would be rendered incapable of passing on the virus to someone who later consumed a tainted bottle.

Additionally, the CDC also weighed in on the rumour, claiming that there is simply no risk of catching HIV from any type of food item.

EDIT

Fede, nostra lettrice, ci fa notare un articolo di Butac in cui si fa più chiarezza sul documento usato dal viralizzatore di turno per rendere credibile la bufala sulla Coca Cola contaminata dall’AIDS. Nella nostra premura di riportare la verità confessiamo che, per via del carico di segnalazioni e dunque dello scarso tempo a disposizione per rincorrere certe notizie, talvolta cadiamo in alcune imprecisioni.

Un articolo del Fatto Alimentare del 2 giugno 2017 pubblicava un comunicato del Ministero della Salute del 26 maggio 2017 in cui veniva annunciato il ritiro del lotto L170329863M di bottiglie di Coca Cola di 1,5 litri imbottigliate nello stabilimento di Marcianise (Caserta). Il comunicato, in sostanza, è lo stesso usato dal viralizzatore, ma non riguarda in alcun modo l’AIDS:

Su Ufficio Stampa Basilicata, in un articolo del 3 giugno 2017, troviamo conferma che il richiamo interessava le province di Salerno, Cosenza, Potenza e Matera per il rischio della presenza di allergeni.

Il viralizzatore, ripetiamo, ha dunque creato la bufala servendosi di un vero documento del Ministero della Salute in cui si parlava di richiamo per sapore molto sgradevole.

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