BUFALA La rivelazione del predicatore Usa: fedeli nel panico sui social – bufale.net

Questa volta spetta  al portale Il Sussidiario denunciare una bufala, un meme asceso made in USA con una vittima imprevista: il famoso predicatore e telepredicatore americano Joel Osteen

Nasce tutto da un post del portale burla Babylon Bee, una sorta di “Lercio” in salsa religiosa che il 30 settembre imbastisce una divertente storiella secondo cui Joel Osteen, ascoltando un sermone alla radio  della sua automobile, si sarebbe dichiarato scioccato dalla morte di Gesù Cristo così tanto da decidere di informarsi sulla materia mediante Wikipedia ed Internet, ritenendo una morte umile come la Crocefissione inadatta al Figlio di Dio che nei suoi sermoni aveva descritto come glorioso e invitto.

Indubbiamente  una presa in giro dello stile spesso enfatico del predicatore e della pubblica percezione del “cittadino 2.0”, il nativo digitale come un soggetto a digiuno delle più elementari cognizioni storiche e scientifiche che rimedia a tale ignoranza col continuo ricorso a Google, cui demandare la risoluzione ai dubbi più banali e scontati, offerta da un sito parodia che, tra l’altro, dichiara di aver scoperto l’Anticristo in un giocatore di giochi da tavolo particolarmente dotato e di aver scoperto grazie ad un baby-inviato che si possono avere grandi successi a Catechismo rispondendo alla maggior parte delle domande del Catechista con la parola “Gesù”.

Ma il Popolo della Rete è uguale in tutto il mondo: e presto anche i colleghi di oltreoceano di Snopes hanno dovuto attivarsi per riportare l’apologo alla sua dimensione corretta.

Una burla: e del resto, non poteva essere altrimenti dato che, ovviamente, in macchina con Joel Osteen ed il suo autista non avrebbero potuto esserci che loro, e, ovviamente, un predicatore che non conosce i Vangeli può esistere solo in un testo di satira.

La morale della storia è che non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo un meme ha ampie possibilità di ascendere al rango di bufala.

Non possiamo che ricordare l’elenco di persone che, da noi, hanno ricondiviso testi di Lercio convinti della loro correttezza e veridicità storica, scambiato una pagina chiaramente satirica per un collettore di frasi di Oriana Fallaci e tramutato una raccolta di memes in una presunta linea pubblicitaria.

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