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BUFALA Il mio nome è Marco Corrosa, imprenditore fuggito dall’Italia a causa delle tasse – bufale.net

“Il mio nome è Inigo Montoya. Tu hai ucciso mio padre. Preparati a morire”, diceva lo spadaccino esule e vendicativo del film La storia fantastica.

Nessuna meraviglia che in questo pesante clima da perenne campagna elettorale, e decisamente malfatta non solo i bufalari, ma anche i burloni e gli autori dei meme ascesi, ovvero quegli scherzi così ben congegnati da sfuggire di mano e assumere vita propria, si sentono legittimati a scendere in campo con uno scherzo dei loro.

È apparsa così, proprio in queste ore, la pagina di un tale Marco Corrosa, fantomatico impenditore italiano

fuggito dall’Italia per colpa dello Stato, che con la sua tassazione uccide le piccole imprese. Voglio cambiare l’Italia, insieme possiamo farcela.

Questo Marco Corrosa ha una foto, un indirizzo gMail cui risponde con regolarità ed un account Facebook Messenger attivo, nonché quasi 2000 fan in un singolo giorno di attività.

Il suo profilo non è un profilo personale, ma un profilo pubblico: quello che si crea per personaggi famosi e/o immaginari.

Perché di questo si tratta: di un personaggio del tutto immaginario.

Come si potrà ben vedere dalle foto, Marco Corrosa è Gian Marco Saolini con la barba tinta di biondo e un cappuccio calato sulla testa, frutto apparentemente di una scommessa effettuata ai primi di novembre in cui il burlone autore del Corriere del Corsaro e della pagina Gianni il Malvagio aveva promesso che si sarebbe decolorato la barba, pubblicandone foto, in cambio di likes.

Fornito di nuove fattezze, il Saolini ha poi creato un account con un personaggio adatto a catturare i click di tutti: un presunto imprenditore Italiano che sventola banconote in lire descrivendo la sua infanzia con accenti populistici ed acchiappaclick, dando indicazioni di voto, raccogliendo il facile consenso di chi vorrebbe abbattere la pressione fiscale e, generalmente dedicandosi a tutte le attività che su Internet possono arringare le folle, compreso il millantare di aver ricevuto una lettera da un noto partito politico di maggioranza contenente biglietti aerei e prenotazioni in albergo per votare al referendum, e di averle pubblicamente rifiutate.

La burla è rapidamente riuscita, raggiungendo lo stato di Meme Asceso in breve tempo: ogni messaggio raduna un minimo di 300 condivisioni, con offerte di gruppi dedicati a tematiche simili di ospitare foto e video del presunto Corrosa.

Beffa riuscita quindi: non poteva essere altrimenti, in un clima politico che ormai rifiuta di parlare del merito per usare mezzi velenosi e parlare alla pancia del lettore.

EDIT: Il Saolini, dopo la pubblicazione di questo articolo, ha provveduto a rimuovere ogni foto personale dal proprio profilo. Potrete comunque trovare screen con una congrua ricerca su Google e sull’account Twitter dello stesso, dove campeggia una sua foto a busto intero.

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