Una disinformazione diffusa, evoluta negli ultimi tre anni in bufala aperta
La struttura è sempre quella a cui siamo abituati: una voce narrante registra un messaggio, asserisce che il suo messaggio contiene una grande scoperta, le multinazionali potenti delle case farmaceutiche hanno fatto di tutto per bloccare questa scoperta ma, curiosamente, si sono “dimenticate” di mandare i loro sgherri a cancellare un video su YouTube online dal 2015 e ricondiviso praticamente una volta al mese su tutti i profili di gente a caso e chiede condivisioni virali.
Per chi le chiede?
Sicuramente non per gli scienziati coinvolti nella vicenda, autori di una promettente idea che ha bisogno di tempo per sbocciare, cosa di cui nessuno ha mai fatto mistero.
Anzi, ancora l’anno scorso, gli autori della scoperta sono stati nuovamente costretti a dissociarsi dal video
“Gent.mi tutti,
mi stanno arrivando un sacco di richieste di amicizia, e di spiegazioni in merito alle nostre ricerche, ovviamente a causa del video che sta girando sul web. Se da un lato sto accettando tutte le richieste ……. dall’altro non mi sento più in grado di rispondere a tutti i messaggi privati. Se solo il presunto giornalista sapesse quanta sofferenza c’è dietro il termine cancro, forse non prenderebbe alla leggera questo argomento e farebbe a meno d’illudere tanta gente. Noi facciamo del nostro meglio, come tanti in Italia e al Mondo, con pazienza, dedizione e serietà. Questo il solo nostro merito, insieme alla forza di non aver chiesto mai nulla e creato chissà quale business. La classe di molecole che stiamo studiando ha dato risultati incoraggianti ma non siamo ancora in grado di prevedere se potremo testarle sui pazienti: al momento la ricerca è in una fase sperimentale di laboratorio. Non esiste inoltre alcuna strategia contro la nostra attività di ricerca, sono cose inventate dall’ipotetico giornalista del video (che non abbiamo mai incontrato). Fate girare questo…..invece di quel video. Grazie”
Concordiamo con ogni parola, e vi sconsigliamo di diffondere l’appello video, diffondendo invece il post originale dello scienziato autore della scoperta.
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