Categorie: Bufala

BUFALA Cosa si nasconde davvero dietro i tatuaggi? – bufale.net


Ci inviano copia di questo “appello” contro i tatuaggi:

L’appello è, evidentemente, un caso di meme asceso, proveniente da quel corteggio di pagine che basano il loro umorismo sullo scimmiottare il linguaggio della “ggente”, il contraltare della cosiddetta “casta”. Ovvero, laddove si vuole vedere nella classe politica un ceto di “collari bianchi” inclini all’abuso della loro posizione ed alla corruzione, alcune pagine internet “ricambiano giocosamente” la pariglia vedendo nell’utente medio un personaggio affine all’Italiano Medio del film di Maccio Capatonda: un figuro ignorante, semianalfabeta, rozzo ed animato dai pregiudizi più assurdi ed ancestrali che, uniti a reminescenze scolastiche di livello elementare, trasfigura in bufale di entità tragicomica.
Tale è evidentemente la caratura di questo meme, che:

  1. Imita la traballante sintassi del “postatore medio” (d’istintivo, a traverso, tengono abbada, sostanze an-estetizzanti, farmacieutiche, aquisti);
  2. Imita la rozza appropriazione di concetti culturali di età scolastica deformati dal tempo e dalla disaffezione alla cultura (la finta citazione di Maialkowsky in luogo di Majakovskij)
  3. Ne riproduce il becero assorbimento di pregiudizi ancestrali mai sopiti (l’elenco di persone ai margini della società che, echeggando il simile elenco del film Mezzogiorno e mezzo di fuoco, comprende tra i derelitti gli Indiani del Nord ed i Panettieri)
  4. Ne imita la tendenza a credere acriticamente a qualsiasi teoria del complotto, spesso fondendole assieme, come in questo caso dove i tatuaggi vengono collegati alla bufala (già esaminata su queste pagine) del microchip e delle “malattie inventate dall’uomo ed inoculate coi mezzi più assurdi);
  5. L’uso di immagini casuali prelevate da Google Images, cardine di ogni bufala con immagini.

Una tale imitazione è idonea a suscitare il riso proprio perché grottesca e deforme, aspra parodia di chi costruisce bufale per un pugno di clic, o chi cade nell’inganno di bufale pregresse facendosene portatore: purtroppo, è un’imitazione così scabra da essere ritenuta credibile, sia da chi ritiene davvero che il livello medio dell’utenza dei social network sia così basso, sia dalla categoria di persone parodiate, che incapaci di sentire il peso della derisione credono e riportano l’appello come se fosse vero.

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