Il 2 luglio 2016 pubblicavamo la nostra smentita per una bufala provocatoria lanciata sul web e subito chiarita dallo stesso autore come esperimento sociale, ma la viralità inarrestabile ancora non si è placata.
Ci segnalano un articolo de Il Giornale pubblicato nel giugno 2016 e mai rimosso dalla rete (archive.is):
“A.A.A. Cercasi donne, possibilmente giovani e di lingua tedesca, per soddisfare le voglie sessuali dei 44 migranti ospiti al centro d’accoglienza di Vipiteno”, recita così l’appello di un cooperatore del centro che ospita i migranti in Alta Valle Isarco.
Donne per migranti cercasi
Non è uno scherzo di cattivo gusto. È l’appello lanciato su Facebook e poi in diverse interviste rilasciate su alcune testate di lingua tedesca da A.M, descritto su Secolo Trentino, che riporta la notizia, come “un sedicente cooperatore e tra i coordinatori del centro che ospita i migranti in Alta Valle Isarco”. Il suo ruolo,come specificato dalla testata trentina, non è ben chiaro. Ma è il firmatario di tutte le comunicazione del campo profughi che vengono spedite ai residenti di Prati di Vizze, la località in cui sono ospitati in migranti.
Un appello assurdo. Ma la giustificazione che da “il sedicente cooperatore” è anche peggiore. L’uomo infatti lamenta la mancaza di rapporti sessuali negli ospiti del centro. Secondo lui, i migranti non fanno sesso, addirittura, da 10 mesi. E ammette che gli ormoni sono alle stelle. Insomma hanno bisogno di aiuto. E perché non richiederlo a qualche donna ben disposta.
A.M fornisce un numero di cellulare ed un indirizzo mail a cui scrivere per ottenere informazione “sull’incarico” e per candidarsi all’offerta. “Senza dilungarsi molto”, sottolinea nell’annuncio. Precisa anche che sarà lui in persona a mettere in contatto la donna con il migrante bisogno d’affetto.
Insomma, dopo le lezioni di sci, le passeggiante in montagna, i pocket money e le partite a calcio, dobbiamo aggiungere un altro, e terribile, capitolo all’integrazione degli immigrati in Italia.
La stessa falsa notizia era riportata su Secolo Trentino e su EcoAltoMolise. L’autore della provocazione, Armin Mutschlechner, aveva pubblicato una smentita sul suo blog (ora rimossa) dichiarando che si trattasse di un esperimento sociale (Secolo Trentino, Il Giorno dell’Alto Adige). In molti sostengono che la sua fosse una bufala gratuita giustificata come esperimento una volta vistosi travolto dalle polemiche.
Il Giorno dell’Alto Adige riporta un estratto della smentita:
“L’esperimento è durato 48 ore. L’annuncio fittizio voleva solo riuscire a scoprire che tipo di risposta avrebbe ricevuto un annuncio tale ma soprattutto che reazione sarebbe arrivata attraverso i social media. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato allo studio empirico con i loro commenti. Ottimo!”.
Esperimento sociale o provocazione che fosse, oggi la bufala è di nuovo in circolazione sulle bacheche di molti utenti che non hanno avuto capacità di approfondire.
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