Nulla di fatto, o meglio Bassetti non è colpevole di alcun addebito deontologico: questo in breve il risultato dell’archiviazione del procedimento disciplinare richiesto nei confronti di Bassetti da 123 firmatari.
Bassetti: archiviato il procedimento disciplinare dall’Ordine dei Medici
Questo chiude la vicenda presso l’Ordine, anche se probabilmente non in toto, rilanciando la palla nel campo del dottor Matteo Bassetti.
La vicenda comincia infatti con la segnalazione di 123 firmatari, secondo la definizione di uno di loro riportata da RaiNews TGR Liguria medici che si battono per la libertà di scelta nelle terapie, presso l’Ordine dei Medici Ligure.
Segnalazione va detto, ab origine accolta con scetticismo dall’Ordine stesso, dato che riportava sempre TGR Liguria
Secondo il presidente dell’Ordine ligure Alessandro Bonsignore tra i nomi e cognomi dei firmatari non si riconoscono professionisti iscritti all’albo ligure. “Non sappiamo”, ci ha detto, “se si tratti davvero di colleghi o di privati cittadini o di un misto delle due categorie o se addirittura alcuni non siano nomi di fantasia”.
E con una certa vis polemica dal dottor Bassetti, che da subito ha annunciato di voler agire anche in sede penale per tutelare la propria onorabilità, secondo la linea difensiva emarginata gravemente lesa da accuse come “violazioni alle più elementari norme del Codice Deontologico” e di aver “propagandato sicurezza e l’efficacia di un farmaco tutt’ora in via di sperimentazione (BionTech-Pfizer e Moderna)”.
Un primo passo verso l’affermazione di Bassetti si è avuto nell’odierna giornata, con la notizia del rigetto dell’esposto: l’Ordine semplicemente, attese le repliche dello stesso, non procederà ad alcuna sanzione.
“Come già anticipato, lo scorso 26 luglio era stata mia premura (oltre che mio dovere morale e professionale) depositare approfondite controdeduzioni al mio Ordine di appartenenza – scrive Bassetti su Facebook – ove avevo smentito, punto per punto, le accuse e le pesanti falsità che mi erano state rivolte. Sono perciò rinfrancato dal fatto che detta Autorità, a distanza di soli sette giorni, abbia deciso di archiviare il procedimento senza alcuna conseguenza per il sottoscritto, evidentemente ritenendo di disporre già di tutti gli elementi utili ai fini decisori”.
“Questo riconoscimento – conclude – rappresenta per me un passo importante nell’ambito delle iniziative che, alla luce della campagna diffamatoria quotidianamente perpetrata ai miei danni, ho deciso di intraprendere per tutelare il mio nome e ripristinare la mia professionalità”.
Ha replicato l’interessato, che proseguirà dunque nelle sue azioni.
La palla spetta ora a Bassetti, che a sua volta la spinge nelle Corti d’Assise.
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