Ci segnalano i nostri contatti delle richieste di donazioni per la bambina Sofia: prova che a volte i buoni sentimenti possono tradire. Anche in questo caso si tratta di foto “rubate” ad altre campagne ed usate per ottenere donazioni che nulla hanno di trasparente.
Le foto della “bambina Sofia” sono infatti di una bambina Ucraina, e vengono usate in pagine tradotte in più lingue.
Del fenomeno ci eravamo occupati in passato, assieme ad Avast, quando la truffa usava i bambini Lisa e Semjon: si prende la foto di un bambino malato e si “piazza” la sua storia in più paesi possibili.
Attenti alle donazioni per la bambina Sofia
In realtà si farà sempre capo a raccolte di fondi in capo a persone in paesi remoti, non collegate coi veri sofferenti che si prenderanno la cassa per poi scappare.
Secondo Louis Corron, per Avast, questa operazione spicca tra le altre truffe in quanto:
“Uno degli esempi più strazianti, però, è quando le persone sfruttano il desiderio umano di aiutare gli altri, soprattutto quando si tratta di sfruttare bambini malati”.
Il consiglio di Corron è quello di verificare sempre direttamente presso le associazioni prima di donare, evitando casi di Phishing. In questo caso, Pavel Andreev, fondatore di PavelAndreev.BG, la piattaforma di raccolta delle donazioni della Bulgaria, ha già dichiarato che questi fondi certamente non raggiungono la famiglia di Sofia in Ucraina.
Bisogna quindi stare attenti a dove e come si dona.
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