Anche per la morte di Alex Pretti ci sono foto rifatte con AI: il destino che è toccato a Renee Good è toccato a Pretti. Uniti sia nella modalità di morte, uccisi per mano di un agente dell’ICE, la “milizia antiimmigrazione” fortemente voluta da Trump, che nella diffusione di “fact checking creati con AI”.
Anche per la morte di Alex Pretti ci sono foto rifatte con AI
Immagini dei loro ultimi momenti date in pasto all’intelligenza artificiale per “renderle più vere”, per pilotarle verso una narrativa oppure per “migliorare la foto”.
Ma le AI non migliorano le foto, le ridisegnano da zero riassemblando gli stessi elementi trasformati in formule matematiche e schemi presi da altre immagini.
Abbiamo così la “foto di Alex Pretti ripulita dall’AI”, una specie di incubo gigeriano in cui ad un agente ICE manca la testa e le pose sono più esasperate, ed una foto reale, più confusa e sfocata data la concitazione del momento, dalla quale possiamo ad esempio evincere che la narrativa che vorrebbe Pretti ostile presenta numerose pecche.
L’uso delle AI per “ripulire e rendere più veritiere le immagini” per quanto solletichi suggestioni degne da thriller e sceneggiati alla CSI nasconde in sé un evidente problema.
Immagine reale, fonte Snopes
Sono foto reinscenate, falsi che scimmiottano il vero e lo distorcono e non lo riproducono.
Bisogna quindi stare molto attenti ai “contenuti riprodotti con AI”.
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