Per questo numero della rubrica Pillole di Shadow’s Play abbiamo rcensito per voi il Nintendo Talking Flower. Un accessorio piuttosto inusuale, ma che rimanda alle origini stesse della ditta: ricordiamo prima del successo nel settore dei videogames Nintendo vendeva giochi di carte e poi giocattoli elettromeccanici da bancarella (periscopi giocattolo, manine a molla, “love testers”).
Abbiamo comprato il Nintendo Talking Flower (e non è terribile)
Talking Flower rientra nel filone di due grossi anniversari Nintendo: i 30 anni del Franchise di Pokémon e i 40 del lancio dei Mario Bros.
Entrambi festeggiati con giochi nostalgici: Pokémon ha visto la ripubblicazione di FireRed e LeafGreen, versione per GameBoy Advance ora portata Switch e Switch 2 e un sequel spirituale in Pokopia, “healing game” dove un umile Ditto in un mondo abbandonato dagli umani (che era il mondo di FireRed e LeafGreen dall’ecosistema ormai malandato) cerca di costruire un mondo felice per i Pokémon nella speranza di riunirsi con gli umani.
La saga di Mario avrà presto un secondo film al cinema e ha visto una edizione Switch 2 prossima di Super Mario Bros. Wonder ennesimo capitolo della saga già apparso qualche anno fa su Switch normale che arricchisce le meccaniche di gioco del platform più famoso del mondo di nuovi personaggi e situazioni.
Uno di questi, il Fiore Parlante che compare nel gioco come fonte di suggerimenti e irritazione da oggi è pronto ad entrare nelle vostre case, sia da Nintendo Shop online che nelle catene legate al videogame, come è accaduto per Alarmo.
Il Nintendo Talking Flower è la prosecuzione spirituale di Alarmo, ma in un certo senso più adatto ad essere un regalo estemporaneo e ad un pubblico di età ridotta, situandosi a metà tra i blocchi da gioco My Mario e la sveglia sonora Alarmo.
Ovviamente nulla impedisce di regalare un Fiore Parlante ad un amico adulto o adolescente a cui piacciono i videogame, ma il Talking Flower è essenzialmente una sveglia.
Alarmo è una sveglia smart: temi scaricabili, sensori che reagiscono a sonno e risveglio, alimentazione USB-C, una fascia di prezzo importante (100 euro).
Il giocattolo sulla sua scatola
Talking Flower te lo porti via a un terzo del prezzo (30 euro) funziona con due pile alcaline (non fornite nel prezzo), non ha un display ma ti dice l’ora con un buffo segnale orario e ha un bottone per silenziarlo o stimolarlo a dire frasi irritanti come quelle del gioco con la voce dei doppiatori storici (Mick Wingert in Inglese, Paolo De Santis in Italiano, ma ci sono tutte le voci in Inglese, Italiano, Tedesco, Giapponese, Coreano, Francese, Olandese, Portoghese e Cinese).
I comandi per cambiare la lingua, abbassare o alzare il volume, inserire la sveglia, l’ora esatta e la modalità di sonnolenza sono impostabili con un piccolo menù a display LCD nascosto sotto il vasetto da fiori removibile che contiene anche il vano pile (standard, chiuso da una vite per evitare “esperimenti” da parte dei più piccoli).
Il gioco è tutto qui, fruibile dai sei anni su, non richiede Internet come Alarmo, non richiede altro se non premere un tasto per sentire frasi a volte buffe, a volte anche inquietanti (Il mare è salato come le lacrime) e diventa quindi l’alternativa digital detox alla sveglia flagship della compagnia.
L’oggettino insomma da scrivania o comodino, la sveglietta da scrivania dello scolaro o da Nintendaro di ferro che si prende una pausa dai videogiochi sufficiente a se stesso per dirti l’ora.
Sotto il vaso, il pratico menù di configurazione
Ovviamente parliamo di Nintendo: è solido, ben fatto, lo pulisci con poco (basta una microfibra, secondo il manuale “come quella degli occhiali” e torna nuovo).
Certo, Alarmo era altro, e al 35mo anniversario abbiamo avuto una intera miniconsole portatile (Mario Game&Watch Anniversario) coi giochi originali del franchise è una sveglia.
Ma in fondo non ci si può lamentare: siamo nell’era del Digital Detox, e il Fiore Parlante ci sta benissimo.
Ovviamente Nintendo non ci ha regalato niente (l’abbiamo comprato a spese nostre) e il Fiore Parlante non ci sta costringendo a scrivere queste parole. Tenetene conto e ricordate di sostenerci per questa e le altre fatiche più serie.
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