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51enne di Belluno “invalida dopo il siero”, correlazione non dimostrata: occhio al titolo

I nostri lettori ci segnalano un articolo pubblicato dal Giornale della Sera e ripreso da Stop Censura il 13 settembre. Entrambi riportano la storia di un’insegnante 51enne di Belluno che si definisce “invalida dopo il siero” a seguito della seconda dose ricevuta il 19 maggio. L’insegnante, E.D.R., racconta che dopo aver completato il ciclo vaccinale ha iniziato ad accusare “numerosi disturbi” con una diagnosi di parestesia. Per questo la donna si rivolge alle istituzioni affinché si facciano carico del suo problema.

Con questo articolo non faremo fact-checking sulla storia di E.D.R., ma vi faremo notare la differenza tra un dato non certo e un titolo ad effetto, combinazione che spesso crea disinformazione.

Si parla di “possibile causa”

E.D.R. dichiara: “Lavoro nel mondo nella scuola, ho fatto la prima dose il 10 marzo e in quell’occasione ho avuto solo qualche mal di testa. Il problema è sorto subito dopo la seconda dose, fatta il 19 maggio”. Le fonti a noi segnalate, Giornale della SeraStop Censura, aggiungono: “La natura di questi problemi non è ancora nota, ma la possibile causa scatenante sta nella vaccinazione anti Covid fatta a primavera”.

È chiaro che un titolo come “Da sana a invalida dopo il siero”, seppur virgolettato, lasci intendere che la parestesia diagnosticata all’insegnante sia direttamente correlata alla seconda dose del vaccino ricevuta il 19 maggio. Troviamo una scheda sulla parestesia in questa pagina web. Entrambi i siti citano come fonte il Corriere delle Alpi, che il 13 settembre ha riportato la testimonianza di E.D.R..

L’insegnante ha completato il ciclo vaccinale con AstraZeneca.

L’odissea

I primi sintomi, dopo la seconda dose, sono stati subito preoccupanti e inquadrabili con una diagnosi di parestesia: formicolio e alterazione della sensibilità in tutta la parte destra del corpo, dal viso alla gamba.

Oltre alla parestesia, tuttavia, E.D.R. lamenta “dolori che ‘viaggiano’ da una parte all’altra del corpo”, e inizialmente ha pensato che fosse un fenomeno passeggero, tanto da continuare ad andare in palestra e a concedersi una vacanza. I problemi, però, non sono terminati e per questo l’insegnante si è rivolta più volte al suo medico di base e al pronto soccorso, ma nessuno – racconta – è stato in grado di riferirle quali altri problemi la affliggano oltre alla parestesia.

Ad oggi, E.D.R. riferisce di essersi sottoposta a 11 visite specialistiche tra controlli neurologici, tac, visite reumatologiche, ecocolordoppler alle gambe e tanto altro. Corriere delle Alpi aggiunge:

Per alleviare il dolore e fermare la parestesia ad E. sono stati prescritti antinfiammatori, antidolorifici, miorilassanti e cortisone, che prende tutt’ora.

I farmaci, racconta la donna, non danno alcun sollievo e il cortisone le toglie il sonno, e in questo quadro complicato non si riesce a comprendere quali siano i suoi problemi, oltre alla parestesia:

In pronto soccorso, siccome non capiscono cos’ho, liquidano i miei sintomi come se fossero solo frutto di stress. Si rifiutano di ammettere che sono sorti dopo il vaccino e sto male da allora, mentre in passato sono sempre stata sana. Ho parlato con altre persone che denunciano reazioni avverse al vaccino e tutti ricevono la stessa non-diagnosi quando si rivolgono all’ospedale.

Ora E. ha contattato l’ufficio vaccinazione dell’ULSS Dolomiti ma non ha ancora ottenuto risposta, mentre dall’assessorato alla sanità della Regione Veneto – riferisce – le consigliano di rivolgersi al suo medico di base (cosa già fatta) e di farsi prescrivere una visita specialistica, anche se nessuno sembra sapere in quale direzione indirizzarla.

Io mi sono vaccinata come mi è stato chiesto di fare dalle istituzioni, ora queste istituzioni devono farsi carico del mio problema di salute e risolverlo. Ero perfettamente sana e ora da quattro mesi mi sento un’invalida, mi si è perfino infossato un occhio a forza di tirare i muscoli del lato destro della faccia. Inoltre non voglio sentir parlare di una terza dose, anzi, voglio l’esenzione da qualsiasi ipotesi di ulteriore vaccinazione.

Conclusioni

Sul suo profilo Facebook, E.D.R. porta avanti il suo appello, che però viene ripreso da altre fonti (che vi abbiamo riportato) dando per scontato, almeno nel titolo, che le condizioni di salute dell’insegnante siano correlate per forza di cose al vaccino, dettaglio che per il momento non è confermato.

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