Wally Wallington è un uomo che ha il nome allitterante come i supereroi (Peter Parker – l’Uomo Ragno, Bruce Banner – Hulk, Clark Kent – Superman e tanti) ed è un costruttore edile in pensione che ha provato come è possibile che una civiltà come l’Egitto abbia creato le piramidi senza scomodare gli alieni e che il Regno Unito abbia tirato fuori Stonehenge senza avere maghi a disposizione.

Perché anche senza complessi macchinari industriali, è sempre possibile usare la scienza e le più elementari cognizioni della fisica
Wally Wallington, l’uomo che ha provato che non servono gli alieni per costruire le piramidi
Se pensiamo ai popoli dell’antichità non dobbiamo pensare ad un branco di persone incivili e prive di cultura e curiosità. Abbiamo già visto come gli antichi Babilonesi avevano di fatto elevate cognizioni di matematica, geometria ed agricoltura e tutte raggiunte per coltivare il luppolo per farne birra.
Dove c’è motivazione, sostanzialmente, c’è risultato. Wallington dedicò un intero sito ai suoi risultati empirici, cui fu data una certa risonanza mediatica.

Sostanzialmente, con un sistema di leve e fulcri Wallington riuscì a spostare enormi pietre nel cortile di casa, spingendosi fino a ricostruire Stonehenge. Tutto questo in un modo non dissimile da quello usato da Edward Leedskalnin per costruire il suo “Castello di Corallo“, struttura turistica costruita da lui con enormi blocchi di pietra per provare di “poter fare qualcosa nella vita” nonostante le sue umili origini, una delusione amorosa (e, a onor del vero, idee discretamente assurde sulla vita e la società).
Combinando tutto questo col fatto che gli Egiziani avevano a disposizione il potere del Nilo e masse di schiavi per moltiplicare di diverse migliaia di ordini di fattori quanto studiato da Wallington senza curarsi di cose come diritti dei lavoratori, sindacato e orari di lavoro, ecco che il mistero viene risolto.