Vogliamo i Colonelli 2: Electric Boogaloo

di Redazione-Team |

Vogliamo i Colonelli 2: Electric Boogaloo Bufale.net

Ci sono due cose che spesso gli indinniati speciali imbucati sulla nostra pagina vengono a contestarci con chiassosa maleducazione: il loro presunto diritto, davanti alle bufale più violente e forcaiole, di esibirsi in un “magari!”, con soddisfazione infantile quanto brutale tipica dell’immaturo che si eccita e fomenta sognando sangue e violenza e la loro altrettanto bizzarra teoria per cui esistano bufale innocue che fanno riflettere e non vanno sbufalate.

Possiamo facilmente immaginare dopo ogni doverosa censura tali indinniati, mentre ci scrivono infuriati messaggi di ogni risma, urlarci dietro il monitor come Zequila che non dovremmo permetterci di spezzare i loro sogni, mai più

Ma quello che loro chiamano sogno, dobbiamo interromperlo per forza, specie se si arriva alle conseguenze emarginate da Protesi di Complotto

In fondo esiste un ambito di parziale intersezione tra noi e Protesi: noi cerchiamo le bufale per sottoporle a fact checking, loro evidenziano le contraddizioni e la brutale crudeltà di chi in quelle bufale non solo ha scelto di credere, ma nelle quali ha voluto trarre legittimazione.

Abbiamo così una pagina anonima che ci delizia col seguente commento

Cina, esecuzione pubblica di 26 politici corrotti. Spero presto anche qui in Italia.

Un po’ di nomi, dei primi 300 traditori, li trovi qui

In una nazione sana, dal senso civico intatto, una proposta del genere, anche senza il profilo legato alle bufale che vi evidenzieremo di seguito susciterebbe in ogni persona ancora in possesso della sua umanità e delle sue facoltà mentali un freddo brivido di orrore: raccomandiamo chi di voi non provasse tale sensazione di fronte alla proposta di creare liste di proscrizione ed esecuzioni di piazza dei “politici corrotti”, ma anzi piacere e desideri forcaioli di spegnere immediatamente il computer e dedicarsi immediatamente ad attività più sane, valutando l’opportunità di un profondo e necessario aiuto psicologico per evitare tali pensieri violenti ed antisociali, pericolosi per sé ed il prossimo.

Tutti gli altri ricorderanno la guida utile sulla bufala del Giustiziere, quel perverso genere di bufale nella quale un soggetto, allo scopo di fomentare ed indinniare, inventa un infantile canovaccio dove un “soggetto odiato” compie delle azioni crudeli nel silenzio delle autorità e si invita la folla ad intervenire con brutalità, spesso descritta in modo grottesco ed assai grafico, indulgendo con fare quasi pornografico e sadico nella descrizione di mutilazioni, omicidi e violenze tali da convincere il Marchese de Sade a tirar fuori il cellulare dalla tasca e contattare un Servizio Psichiatrico per provvedere alle cure immediate delle torme di indignati che dimostrano malcelata eccitazione per simili descrizioni.

E qui siamo nello stesso ambito: andiamo con ordine e prendiamoci una digressione sulla genesi della bufala.

Siamo nel 2004, in Cina. Paese dove, come tutti sanno, purtroppo vi è la pena di morte ed un senso dello sfarzo e della pompa, anche di fronte alla morte, tristemente compatibile con le “esigenze” dei nostri amici alienati da tastiera.

Amnesty International denuncia in tale occasione uno show particolarmente brutale: 26 detenuti generici, tra cui diversi spacciatori vengono esibiti alle folle urlanti in una moderna gogna 2.0, al termine della quale 11 di loro saranno effettivamente condannati a morte.

A ulteriore colpo di clava, se non di mazze e pietre sulla civiltà umana, in attesa dell’esecuzione ci sono ambulanze e personale tecnico, pronti a svuotare i condannati a morte dei loro organi come vecchie valigie e metterli sul mercato dei trapianti.

Amnesty International ebbe una durissima reazione, come è anche logico che sia per chiunque abbia conservato un briciolo di umanità.

Ma non il popolo della Rete, beffardo quanto brutale, alla ricerca dei suoi Colonnelli nuovi di pacca e con sogni mai sopiti di dittatura come il personaggio del film di Monicelli, il quale decide di limitarsi a prendere la foto e costruirci la sua bella storiella.

È quindi da Aprile del 2018 che la Rete, non si sa come, non si sa per quale motivo ha deciso

  1. che i soggetti ritratti nella foto sono politici corrotti
  2. che meritano in quanto tali la morte
  3. si propongono di gettare in pasto agli indinniati liste di proscrizione sognando che il sangue scorra a fiumi per le strade italiane

Senza farsi domande, senza neppure verificare la foto sull’Internet che usano per vantarsi della loro dabbenaggine e dei loro nocivi desideri di violenza.

La storia si è molto interrogata sul come nascono i totalitarismi più violenti: è evidente da momenti come questi che non nascono dal Grande Dittatore che terrorizza un popolo “buono e giusto” costringendolo alle atrocità peggiori, ma una folla atroce e violenta che cerca il Colonnello che gli consenta di sfogare i loro istinti peggiori.

La storia, diceva Marx, si ripete due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa.

Siamo alla farsa, anzi al brutto sequel: Vogliamo i Colonnelli 2: Electric Boogaloo.

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