Vergogna! Il Governo del Tradimento dice di no a telecamere in asili nido e case di riposo

di Bufale.net Team |

Il Governo del Tradimento dice di no a telecamere in asili nido e case di riposo è un’affermazione carica. Ci sta in una campagna elettorale infuocata, perché, a tutti gli effetti siamo già in campagna elettorale aperta, e non solo per quanto riguarda le regionali.

Quello che non sta bene è… il fatto che in realtà un no non ci sia, ma solo un breve rinvio.

Ma andiamo con ordine e cominciamo dall’inizio. Il meme che ci presentano è questo.

Vergogna! Il Governo del Tradimento dice di no a telecamere in asili nido e case di riposo
Vergogna! Il Governo del Tradimento dice di no a telecamere in asili nido e case di riposo

Accompagnato spesso da vari tipi di didascalia, diversi da bacheca in bacheca, ma tutti sulla falsariga di

Ieri Pd, 5 Stelle e Renzi hanno deciso di affossare la richiesta di calendarizzazione della proposta della Lega sulla videosorveglianza, legge garantita e già finanziata col nostro governo, dicendo di fatto NO alle telecamere in asili, case di riposo e comunità per disabili.
Roba da matti, il giudizio degli Italiani non si farà attendere per questo governo del tradimento.

Proponiamo umilmente di sospendere tale giudizio, dato che il “no di fatto”  non sembra corrispondere agli eventi.

Gli eventi reali

Esiste una proposta di legge al riguardo, approvata dalla Camera dei Deputati nell’ormai lontano 2018, ad ottobre.

Una proposta di legge, non priva di critiche e non esente da critiche dei sindacati e da profili di costituzionalità da vagliare, ferma da ben dodici mesi.

Dodici mesi nei quali, ricordiamo, ce ne sono almeno dieci in cui il governo Gialloverde era in piena attività e questa proposta è rimasta “sospesa” nel limbo tra le due Camere.

Ci siamo? Bene, questo punto è importante.

Come ci ricorda Redattore Sociale

Nel pomeriggio di mercoledì 16 ottobre, sul tavolo dell’Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, erano arrivate diverse proposte riguardanti la calendarizzazione dei provvedimenti all’esame della Commissione Affari Costituzionali. Nel corso della riunione è stata presa la decisione di integrare il programma delle audizioni sul fenomeno della prostituzione e di programmare quelle sui disegni di legge sulle vittime del dovere, ma non si è invece raggiunto un consenso sulla calendarizzazione del disegno di legge costituzionale sul referendum e sulla iniziativa legislativa popolare, e sui disegni di legge riguardanti le operazioni elettorali, la promozione e l’utilizzo della Lingua dei segni, e appunto la videosorveglianza in strutture per l’infanzia, per anziani e per disabili.

Quando le decisioni prese dai capigruppo sono state riferite all’intera Commissione, la senatrice Pirovano (Lega) ha chiesto che venisse posta in votazione la proposta di integrare il calendario con tutti i disegni di legge che non avevano avuto il via libera. Per la maggioranza, la senatrice De Petris (Leu) ha annunciato voto contrario, argomentando che essendo “ormai prossimo l’avvio della sessione di bilancio, sarebbe inopportuno calendarizzare provvedimenti recanti misure di spesa, come ad esempio i provvedimenti in materia di videosorveglianza, il cui esame dovrebbe essere a breve nuovamente sospeso”. Voto compatto della maggioranza e richiesta respinta. Con relative proteste leghiste, che parla di legge “con coperture già garantite”. Il riferimento è alla legge sblocca cantieri dove era stata prevista, ai fini della videosorveglianza, l’istituzione di due fondi, uno presso il Ministero dell’interno per asili e scuole, l’altro presso il Ministero della Salute per le strutture socio sanitarie), ciascuno con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2019 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024.

Sostanzialmente, il niet della nuova maggioranza si fonda su una semplice questione: siamo alla scadenza in cui bisogna preparare la Legge di Bilancio per sterilizzare conseguenze gravissime come l’aumento dell’IVA, il tempo è una risorsa finita, non si può calendarizzare ogni cosa nello stesso momento e quindi (in assenza di giornate da 36 ore) qualcosa deve essere spostato a tempi migliori.

Si è deciso quindi non di dire no alle telecamere, ma di spostare la calendarizzazione all’immediato dopo la discussione della Legge di Bilancio. Verosimilmente nei primi mesi del 2020 quindi.

So che siamo abituati ad avere governi inclini al proclama facile su Facebook e Twitter, quindi desta sorpresa il fatto che al momento non vi siano commenti di di esponenti del governo, ma è fatto notorio che

Il premier e i ministri sono stati impegnati a rifinire e concludere la Legge di Bilancio 2020, sulla quale nei prossimi giorni si pronuncerà la Commissione europea.

Come si è visto, non solo la norma sulla videosorveglianza degli asili, ma anche altre norme sia pur utili (ancorché non collegate allo spettro elettorialmente spendibile di Bibbiano), ma non collegate all’imminente ed importante scadenza della Legge di Bilancio sono state rimandate.

Rimandate, si badi. Perché ovviamente, in una scala meramente utilitaria e tecnica prima di varare un qualsivoglia provvedimento bisogna avere le coperture, e prima di avere le coperture bisogna capire se il nostro Stato può permettersi di avere quelle coperture.

Presto e bene mai convienee per allora , dice un proverbio. Gennaio 2020 è vicino, sapremo se la legge di bilancio ha dato i frutti sperati.

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