“Vaccini, sono sconvolto”

di Luca Mastinu |

I nostri utenti ci segnalano un post virale pubblicato da un profilo Facebook, un messaggio che racconterebbe le conseguenze di un vaccino ai danni di una bambina.

selective focus photography of pink shoes on wooden bench

VACCINI, SONO SCONVOLTO.
Ho assistito oggi, ad una straziante scena al pronto soccorso pediatrico.
Una giovane madre, con una piccola bambina in braccio, ed altri parenti urlavano e piangevano disperatamente. Alla piccola bambina sotto un anno di età, nelle ore precedenti avevano fatto il vaccino. Qualche ora dopo, la bambina stava malissimo, gli occhi che non si vedevano più, febbre alta, tremava, ed urlava. Erano tutti nel totale panico. Sono veramente sconvolto. Parlando poi con i medici del PS pediatrico, concordavano con quello che gli avevo detto, ma alzavano le mani. Anche qualche operatore sanitario, mi diceva i miei non li ho vaccinati, è mai li vaccineró.
Dobbiamo fare qualcosa, per il bene dei nostri figli, nipoti, è per la nuova generazione. Tutti uniti, fermiamo questi criminali per il bene dell’umanità. Auguri piccola, mi auguro che non sia stata danneggiata.

Nel primo commento, l’autore del post aggiunge:

Sono andato a verificare di persona come sta la bambina. Vi dico subito, che la situazione è drammatica, sta con la flebo e altre apparecchiature per controllare i parametri vitali. Sempre con febbre, molto elevata, che supera i 40. La famiglia è sotto choc, ed incredula di quanto accaduto. Ovviamente i medici, come prassi imposta, spiegano che non c’entra nulla il vaccino. Attendono altri risultati, per capire meglio. Per adesso si parla di crisi, in stato febbrile in terapia farmacologica. I familiari stanno aspettando qualche altro giorno, per valutare se denunciare la sanità. Su questo aspetto vi terrò aggiornati, anche perché i familiari, sono amici, con alcune persone che conosco. Sono molto dispiaciuto, ma anche addolorato, perché veramente tutto cio è inaccettabile.

Mancano tutte le coordinate

Su questo caso non abbiamo elementi che ci facciano capire dove sia avvenuto il fatto, e lo stesso autore del post ha pubblicato la sua considerazione senza fornire maggiori dettagli. Ancora, nei commenti ha postato un video in cui vengono ripresi i macchinari impiegati – secondo il suo messaggio – per le cure della bambina:

 

Per adesso, vengono usati questi macchinari. Anche se sono stato autorizzato dalla famiglia, ho preferito far vedere solo questa parte di pochi secondi. Non essendo più un credente, non só se dire, speriamo, è preghiamo.

Sorvoliamo, ovviamente, sull’impiego degli accenti del tutto arbitrario – lo sappiamo, non c’entra, ma è terribile – e prendiamo un commento di risposta al video postato dallo stesso autore del post:

Li usiamo anche da noi questi macchinari: una banale pompa da infusione e un saturimetro, giusto l’altra settimana per un piccolino di 10 mesi che si è beccato il morbillo.

I colleghi di Butac, a tal proposito, si sono rivolti a un medico per vederci chiaro e hanno riportato quanto segue:

Quello davanti è una pompa per flebo, usata spesso negli accessi venosi dei bambini piccoli. Dietro invece vediamo un pulsossimetro, che ci mostra dei valori di saturazione e di frequenza cardiaca. Valori che possiamo definire nella norma, la misurazione di 168 in un bambino sotto all’anno di età è una lieve variazione dai valori basali, compatibile con lo stato febbrile. Il monitor mostra un segnale di allarme perché effettivamente il battito è alto ma non in modo disastroso. Infatti, 168 bpm risultano essere troppo alti, ma non in modo così mostruoso per il bambino sotto l’anno. (Nel bambino piccolo sotto l’anno la frequenze durante la veglia si aggirano tra i 100 e i 160 bpm)

In poche parole, cosa comunica l’autore del post? Chi scrive questi messaggi ha sicuramente assistito a un fatto o ne è a conoscenza, ma anziché usare canali più ufficiali – le autorità, per esempio – denuncia il fatto su Facebook senza fornire alcuna prova né alcun elemento che aiuti i lettori a risalire alla fonte. Tanti commentatori, infatti, non ottengono risposta quando chiedono in quale ASL sia avvenuto il fatto e con quali autorizzazioni l’autore – essendo solamente “amico” della famiglia della piccola – abbia avuto la possibilità di filmare i macchinari, che tra l’altro risultano essere quelli usati da sempre nel monitoraggio base.

L’invettiva contro Roberto Burioni

Chi scrive, inoltre, non perde l’occasione per lanciare un’invettiva contro il noto Roberto Burioni:

BURIONI VACCINATI IL CERVELLO

Per il Sig. Roberto Burioni, Medico. Tu hai pubblicato sulla tua bacheca postando anche la mia pagina, la storia della bambina lesionata dai vaccini di Catania. Io ero presente, so come sono andate le cose. Tu non sei il medico curante, non sai niente, stai violando ripetutamente le disposizioni del tuo ordine. Getti allarmi ingiustificati, cerchi di farci apparire come No Vax, non sei uno scienziato, sei solo un bullo, un eroe della tastiera. Un bullo che getta nella vergogna la categoria dei medici. Tu diffondi falsi allarmi continui, dovresti essere processato per questo.
Le cronache riportano tuoi interessi economici sui vaccini. Sei in pieno conflitto di interessi. Ti sfido a confrontarti con noi, e con la famiglia di Catania coinvolta nella reazione avversa, e con le altre famiglie coinvolte. Tu giochi con le vite della gente per tuo interesse personale. Sono sicuro che il confronto non lo accetterai mai perché sei un bullo, hai paura dei confronti. Vergognati fatti il vaccino al cervello bullo!
Pubblica pure, dammi visibilità, che poi è quella che mi interessa, perché le persone non devono leggere solo le tue scemenze. Le persone devono leggere tutte le informazioni. Lo faccio per la salute dei bambini, e non per interessi personali come fai tu che sei un grande massone.

“Dammi visibilità, che poi è quella mi interessa” è un po’ il riassunto di tutta la nostra analisi. Il dottor Burioni, infatti, aveva condiviso il post da noi preso in analisi:

Non è possibile agire legalmente contro chi diffonde notizie false e molto pericolose? Gridare “c’è una bomba” in uno stadio affollato è manifestazione legittima della libertà di parola? Secondo me no.

A causa di bugie come queste una bambina è intubata da 5 giorni in un reparto di rianimazione.

L’autore del post, inoltre, risulta essere il presidente di una Onlus e con questo post ha ottenuto una certa risonanza nel mondo dei social. Il suo operato, però, è un continuo riportare dei fatti che non vengono dimostrati, in quanto l’unico elemento che dimostrerebbe le sue tesi sono le sue stesse parole. Gli utenti che gli chiedono più dettagli non ottengono risposta.

Parliamo di “acchiappalike”, dunque, perché l’autore del post ha pubblicato una storia senza fonti su un probabile caso di reazione avversa al vaccino ai danni di una bambina di pochi mesi, cercando addirittura di darsi autorevolezza scrivendo che i medici del PS pediatrico concordavano con lui sulla pericolosità dei vaccini, e così anche alcuni infermieri che a questo signore avrebbero detto che non vaccinerebbero mai i loro figli.

Nessuna fonte, nessun dato oggettivo e un insieme di cose confuse, solamente ipotesi e allarmismo per una bambina che ora, per fortuna, è nelle mani dei medici e alla quale auguriamo una serena guarigione. I danni da vaccino sono una realtà, ma non è questo il modo di dare una notizia. L’autore del post lo sa, ma egli stesso afferma di aver bisogno di visibilità.

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