Una svastica gigante sfregia le colline della Resistenza di San Damiano D’Asti

di Luca Mastinu |

Una notizia pubblicata su Globalist l’1 giugno 2019 ci viene segnalata dai nostri lettori. Nella notte tra il 31 maggio e l’1 giugno su una collina di San Damiano D’Asti, più precisamente in località Ronchesio, era comparsa una svastica tracciata con un tagliaerba.

La notizia è stata riportata dalle principali testate nazionali, e su Repubblica leggiamo che sulla vicenda si era pronunciato anche il primo cittadino di San Damiano, Davide Migliasso, che aveva ipotizzato che si trattasse di un gesto di ripicca, una provocazione, per rispondere ai disagi dovuti alla manifestazione del Rally del Grappolo che doveva tenersi proprio nel fine settimana.

L’evento non ha nessuna connotazione politica, ovviamente, ma crea qualche disagio perché per due giorni ci saranno strade chiuse e viabilità modificata e magari qualcuno ha pensato di dar sfogo alla propria rabbia disegnando la svastica.

Le forze dell’ordine avevano rimosso la svastica e avevano avviato le indagini, che hanno portato all’identificazione di un contadino di 80 anni. I Carabinieri si erano recati presso la sua cascina per chiedere chiarimenti e l’uomo si era giustificato parlando di uno scherzo. Per dimostrare la sua buona fede – scrive Repubblica – il contadino si era subito adoperato per tagliare tutta l’erba del suo podere ed eliminare il simbolo nazista.

Una sua vicina di casa, Federica Valsania, ha dichiarato:

I nostri nonni sono stati partigiani, vogliamo condannare un gesto vergognoso che non deve passare inosservato, ma anzi risvegliare gli animi sull’importanza dell’antifascismo che è identitaria, soprattutto si queste colline teatro della Resistenza.

Un contadino di 80 anni l'autore della mega svastica su una collina dell'Astigiano
Repubblica 

La notizia è dunque vera. Nella notte tra il 31 maggio e l’1 giugno un contadino aveva disegnato una svastica usando il tagliaerba sul suo podere, e i Carabinieri lo avevano raggiunto per chiedere chiarezza. L’uomo aveva giustificato il suo gesto come uno scherzo e aveva subito provveduto a rimuovere il simbolo sotto gli occhi dei militari.

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