Un messaggio virale su WhatsApp parla di mascherine al cloroformio distribuite a Torino, ma non ci sono fonti

di Luca Mastinu |

Un messaggio virale su WhatsApp parla di mascherine al cloroformio distribuite a Torino, ma non ci sono fonti Bufale.net

Su WhatsApp sta circolando un messaggio attribuito al comando di Polizia Locale di Torino che metterebbe in guardia circa la presenza di truffatori che distribuirebbero mascherine al cloroformio spacciandosi per mandatari della Regione o del Comune. I soggetti, dunque, approfitterebbero della buona fede dei malcapitati invitandoli a indossare i dispositivi per controllare le misure, per poi addormentarli e svaligiarne l’appartamento.

Salve a tutti.
Dal Comando di Polizia Locale di Torino mi trasmettono quanto segue:
Vi sono personaggi che, spacciandosi per mandatari della Regione o del Comune, contattano le persone con la scusa di portare mascherine gratuite facendole provare per vedere se vanno bene di misura.
ATTENZIONE le mascherine sono imbevute di cloroformio. Addormentano e loro entrano in casa e derubano.
FATE GIRARE NON È UNA BUFALA

Un allarme che andrebbe preso in considerazione, ma dopo aver verificato. Trattasi, invece, di un messaggio inoltrato in maniera compulsiva, sulla buona fede dell’imperativo fate girare, ma di cui non esiste riscontro nemmeno sui canali ufficiali della Polizia Locale di Torino. Non esiste nemmeno riscontro sulla pagina istituzionale del comando e, ancora, non si trovano altre fonti sulle testate ufficiali.

Il messaggio inoltre non specifica se i truffatori contattano le persone per telefono o se si spostano personalmente presso le abitazioni dei malcapitati. Non essendoci alcun riscontro né istituzionale né sugli organi di stampa dobbiamo parlare di messaggio senza fonte. Non è possibile trovare notizie nemmeno di casi precedenti: di tali truffatori delle mascherine al cloroformio non esiste fonte in alcun canale, né locale (per la città di Torino) né nazionale (sul resto del territorio), ma è sempre valido l’invito a informarsi presso le sedi preposte al verificarsi di visite sospette, contattando tutti i numeri di emergenza del caso per tutelare la propria salute, la propria famiglia e la propria abitazione.

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