TRUFFA-AGGIORNAMENTO Il 98 Per cento delle persone non riesce a guardare per piu’ di 15 secondi. bufale.net

di Shadow Ranger |

TRUFFA-AGGIORNAMENTO Il 98 Per cento delle persone non riesce a guardare per piu’ di 15 secondi. bufale.net Bufale.net

Il sito Pizzi-chi? ci mette in guardia dall’ennesima bufala, probabilmente una truffa a fine di clickbait diffusa sulla rete.

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O meglio, ci metteva in guardia: il prezioso servizio è con gli anni diventato l’involontario strumento di un nuovo filone delle bufale, le bufale zombie.

Il testo infatti riporta, correttamente:

Niente di nuovo, è il solito finto video virus che non si vede ma che se provi a cliccare sul play poi ti compare a tradimento sulla bacheca di facebook.

“Il 98 Per cento delle persone non riesce a guardarlo per piu’ di 15 secondi” dice il link che sta comparendo sulle bacheche dei vostri contatti più ingenui (per non dire boccaloni). Più o meno dovrebbe avere questo aspetto:

E se ci cliccate, arrivate sulla classica pagina con la banda blu simil facebook e il video player simil you tube.

Eccola:

Come si vede dalla foto, il link su cui si arriva è http://notiziagiornaliera.it/ti-sfido-a-guardare.html

È un fake, una bufala, un virus… Insomma, è una cazzata. Non ci credete? Be’ allora cliccate sul link e poi mi dite.

Ma il testo è del 2013: e nel 2014 il video di notizia giornaliera è stato messo offline.

Ora il sito riporta un placeholder che invita ad acquistare il nome di dominio

Screenshot 2016-06-06 23.35.10Esiste comunque una versione archiviata sul sito Webarchive (qui per i coraggiosi) che, nonostante non consenta comunque di visualizzare il misterioso video, del tutto rimosso, esplica il meccanismo della passata bufala inizialmente denunciata da pizzi-chi:

Screenshot 2016-06-06 23.39.08Un semplice controllo obbligava l’utente che volesse provare il suo coraggio a condividere il link contenente il presunto filmato per sbloccarlo.

Stante la sua rimozione non ci è più dato sapere se si sarebbe visualizzato un video, scaricato un virus o sempliemente  condiviso forzosamente una pagina (col corollario di click e visualizzazioni pubblicitarie del caso), ma il meccanismo assicurava una viralità forzata.

Viralità che persone in buona fede hanno involontariamente riattivato condividendo un allarme un tempo attuale, ma ora divenuto superato dal tempo.

L’antica bufala è diventata uno zombie virale, del quale si diffondono i modi per evitare una minaccia già superata.

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