Trapela la chat WhatsApp dei carabinieri su C. G. N. H. bendato in casema

di Redazione |

Qualcuno in mattinata ci ha chiesto se fosse vera la notizia riguardante la pubblicazione della foto di C. G. N. H. in caserma e bendato poco dopo il suo arresto per il carabiniere ucciso a Roma. Tutti gli elementi trapelati oggi 28 luglio, in effetti, fanno propendere per l’autenticità dello scatto. Un autentico autogol per l’Arma, inutile girarci intorno, confermata anche dai suoi vertici. Ecco perché occorre approfondire la vicenda, dopo aver preso in esame la brutta figura di Mario Giordano a proposito dei presunti colpevoli nordafricani associati alla Boldrini, stando al nostro articolo di ieri.

Una procedura, quello che ha visto protagonista C. G. N. H., che al netto delle sue colpe già accertate e di quelle che verranno fuori nel corso dei prossimi giorni, non può essere accettata. Né dall’opinione pubblica, né ovviamente dall’Arma. Fermo restando il dolore per il carabiniere ucciso giovedì notte. Alcuni dettagli extra su questa vicenda, in riferimento ad una presunta chat WhatsApp tra militari riguardante questa storia, arriva negli ultimi minuti da Next Quotidiano.

Nello specifico, si afferma che la foto sia stata scattata nei momenti in cui stanno per prendere il via gli interrogatori. Sostanzialmente, si tratta della fase immediatamente successiva al blitz dei carabinieri nell’albergo di lusso dove i due ragazzi responsabili del carabiniere ucciso si sono rifugiati per sfuggire all’arresto. Ulteriori approfondimenti giungono dalle parole del comandante provinciale Francesco Gargaro, a detta del quale “il carabiniere che ha bendato il fermato dice di averlo fatto per evitare che potesse vedere la documentazione che si trovava negli uffici e sui monitor“.

Lui stesso parla di giustificazione risibile, con un probabilissimo provvedimento disciplinare assai pesante per il carabiniere responsabile del bendaggio di C. G. N. H., ma anche per colui che ha scattato la foto, a causa dell’omissione di denuncia. Si parla di maltrattamenti e sospensione dal servizio.

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