Traballante obbligo green pass in Parlamento per Gianluigi Paragone: questione UE poco chiara

di Redazione Bufale |

Gianluigi Paragone
Traballante obbligo green pass in Parlamento per Gianluigi Paragone: questione UE poco chiara Bufale.net

Bisogna analizzare più in profondità la battaglia portata avanti da Gianluigi Paragone, secondo cui sarebbe in bilico l’obbligo di esporre il green passo in Parlamento. L’esponente di ItalExit, in questi giorni, ha fatto parlare di sé soprattutto per alcune dichiarazioni rilasciate a LA7, quando ha fatto sapere che la Questura pare stia prendendo informazioni su di lui, secondo quanto riportato con un altro articolo. Quest’oggi, però, bisogna esaminare bene quanto avvenuto presso l’Unione Europea.

Niente obbligo green pass in Parlamento, a breve, per Gianluigi Paragone: alcuni chiarimenti

La situazione è più articolata di quanto si possa pensare. La fiducia di Gianluigi Paragone in merito all’eliminazione dell’obbligo di green pass per entrare in Parlamento nasce da un fatto recente. Come riporta TPI, infatti, il presidente del tribunale dell’Unione europea ha deciso di sospendere temporaneamente quella che viene definita l’imposizione del Green pass affinché si possa accedere agli edifici del Parlamento europeo.

Proprio questo è il primo punto da affrontare. La richiesta avanzata da alcuni esponenti del parlamento europeo, vale a dire l’olandese Robert Roos, le francesi Anne-Sophie Pelletier e Virginie Joron, fino ad arrivare all’ex leghista Francesca Donato, è stata accettata temporaneamente. Ad oggi, non ci sono le basi per affermare che questa possa essere una misura definitiva, al punto che sempre TPI fa presente che una decisione duratura sotto questo punto di vista arriverà nel corso delle prossime settimane. Primo punto, dunque, da far presente rispetto all’iniziativa di Gianluigi Paragone.

Quest’ultimo, infatti, intende portare avanti la medesima procedura in Italia. Lui stesso aveva fatto presente che non avrebbe mai utilizzato il green pass per accedere in Parlamento. Tuttavia, Gianluigi Paragone lo ha fatto a fine ottobre, in modo da votare contro il ddl Zan, come è stato ammesso da lui stesso. Dunque, situazione da contestualizzare per essere inquadrata in modo corretto.

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