DISINFORMAZIONE L'Euro, la Thatcher e Prodi – Bufale.net

di Shadow Ranger |

DISINFORMAZIONE L'Euro, la Thatcher e Prodi – Bufale.net Bufale.net

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Abbiamo già affrontato in passato un filone di bufale che tecnicamente bufale non sono, bensì “libere interpretazioni della realtà”.
Per l’effetto, sortiscono lo stesso effetto di mistificazione di una bufala propriamente detta. Ad esempio la macro (immagine grafica esemplificativa di qualcosa), che a volte ritorna, che vede Prodi e la Thatcher contrapposti, il primo a difesa dell’Euro, e la seconda profeta di grandi sventure, mutata in paladina dei vari movimenti “No-Euro” presenti sul suolo.
Ma sarà davvero così? Analizziamo le frasi dette non come riportate dalla macro, ma come davvero pronunciate. Partiamo proprio da Margaret Thatcher, che, in quanto anglofona, maggiormente si presta a giochi di astuto copincolla creativo e traduzioni libere.
Useremo pertanto in questo gioco, affinché voi non dubitiate di una mia eventuale malafede come traduttore, una traduzione terza e di sicuro non attinta da parzialità, offerta dall’eccellente M. Rovatti:

Oggi l’autobiografia di Margart Thatcher, pubblicata per la prima volta nel 1993, sembra proprio una profezia. Mostra la sua incredibile saggezza nell’esaminare la proposta di Jacques Delors riguardo alla moneta unica.

Le sue continue obiezioni non erano di tipo xenofobo o isolazioniste, le sue obiezioni erano di tipo economico. Già nel 1990 la Signora Thatcher aveva previsto con dolorosa chiarezza la devastazione che sarebbe derivata da quelle scelte. Nella sua autobiografia ricorda di come avvertì il cancelliere dello scacchiere John Mayor, pro-euro, di come la moneta unica non avrebbe mai accomodato le così diverse necessità di un colosso industriale come la Germania a quelle di paesi più piccoli come la Grecia. “La Germania si ritroverà la sua naturale fobia dell’inflazione, mentre l’euro risulterà fatale per i paesi più poveri perchè “devasterà le loro economie inefficienti.

Originale,

Today, Margaret Thatcher’s autobiography, first published in 1993, reads like a prophecy. It shows how deeply and with what extraordinary wisdom she had examined Delors’ proposals for the single currency. Her overriding objection was not ill-considered or xenophobic, as subsequent critics have repeatedly claimed. They were economic. Right back in 1990, Mrs. Thatcher foresaw with painful clarity the devastation it was bound to cause. Her autobiography records how she warned John Major, her euro-friendly chancellor of the exchequer, that the single currency could not accommodate both industrial powerhouses such as Germany and smaller countries such as Greece. Germany, forecast Thatcher, would be phobic about inflation, while the euro would prove fatal to the poorer countries because it would “devastate their inefficient economies.

Notato niente?
La macro ha giusto rimosso una piccola, essenziale parola.
Inefficienti.
La Thatcher, nella fonte originale, non criticava l’Euro “in sè”, bensì criticava l’unità monetaria in quanto, coerentemente con la visione Thatcheriana già nota del bisogno di perseguire un’economia forte, mettere insieme nello stesso “melting pot” gli stati con l’economia più disastrata (quelli che noi chiamiamo i PIIGS, Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna NdA) con economie forti avrebbe evidenziato tutte le debolezze e fragilità dei primi.
Debolezze, evidentemente e da una mera analisi testuale, ritenute dalla Thatcher come preesistenti all’Euro, che sarebbe diventato un mezzo con cui i “Vasi di Ferro” sarebbero stati posti accanto ai “Vasi di Coccio” provandone il loro valore.
Quanto invece alla citazione di Prodi, scopriamo che la stessa non è stata rimaneggiata, ma estratta dal suo contesto originale, ovvero l’inaugurazione dell’Eurozona. Col tempo infatti, trascorso il giusto periodo di valutazione, i giudizi di Prodi sono diventati più critici, evidenziando però, come si noterà da questa frase, non già una perduta fiducia nei confronti dell’Euro, ma, esattamente come nella reale citazione della Thatcher, la perdita di fiducia nella capacità di cooperare dei singoli stati dell’Eurozona, provata dallo scorrere del tempo. Infatti leggiamo che:

Di fronte a questa situazione i cosiddetti pugni sul tavolo “dovrebbero batterli insieme Francia, Italia e Spagna, ma non lo fanno perché ciascuno si illude di cavarsela da solo”

Con una semplice manipolazione chi diffonde tali macro ha così spostato l’asse delle colpe: laddove sia la Thatcher che Prodi negli anni hanno descritto l’Eurozona come un sogno reso difficile e pericoloso dagli attriti e dalle debolezze dei singoli stati, alcuni hanno deciso di “mondarsi” di tale colpa rimaneggiando quei discorsi perché la colpa diventasse “dell’Euro”.
Ognuno, insomma, tende a ricordare delle parole del “potente” di turno solo quello che conferma la sua tesi, scartando invece le tesi a contrarie.

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