Teano (Caserta), banda su un furgone grigio tenta di rapire ragazzine: scatta il panico nella popolazione

di Luca Mastinu |

Si ritorna sul furgone maledetto con un caso registrato a Teano (Caserta) e riportato da Sostenitori.info il 14 aprile 2019.

Sostenitori.info parla di due casi avvenuti a poca distanza a Teano, dove un gruppo di uomini a bordo di un furgone grigio “avrebbe tentato” di rapire una minorenne e una ragazza che si recava al lavoro. In questo momento, scrive Sostenitori.info, le forze dell’ordine stanno indagando. I carabinieri stanno cercando di capire se si tratta di fatti reali o di psicosi collettiva.

Nel dettaglio, la minorenne si stava recando a scuola mentre la seconda potenziale vittima, di 20 anni, si stava recando al negozio di abbigliamento presso il quale lavora. Ques’ultima sarebbe stata avvicinata dal gruppo di quattro persone, per poi ricevere pesanti apprezzamenti ed essere afferrata per un braccio nel gesto di costringerla a salire a bordo. La ragazza si sarebbe dunque messa ad urlare attirando l’attenzione dei passanti e mettendo in fuga i molestatori.

Le telecamere di zona sono quasi tutte guaste ma a quanto pare una avrebbe ripreso la targa del mezzo. I Carabinieri si dicono quindi fiduciosi di poter in breve tempo risalire ai malintenzionati riportando la tranquillità in tutta Teano.

Sostenitori.info cita TgCom24 come fonte, e sul notiziario Mediaset troviamo la stessa notizia, pubblicata il 13 aprile 2019 e con il testo identico alla nostra fonte di partenza, che di sicuro ha fatto copia-incolla. ECaserta scrive che la minorenne, dunque la prima potenziale vittima, sarebbe stata avvicinata dai balordi mentre percorreva via 26 ottobre, mentre la seconda potenziale vittima si stava recando presso Borgo Sant’Antonio Abate. Secondo ECaserta le telecamere di via 26 ottobre avrebbero ripreso, oltre alla targa del veicolo, anche i volti dei quattro ricercati che l’autore dell’articolo definisce “stranieri”.

Il 14 aprile Paese News fa notare le incongruenze dei racconti delle “vittime”, che avrebbero raccontato due versioni diverse: per una di esse il furgone era grigio, per l’altra era blu. Lo stesso conflitto tra le versioni è riportato da Caserta News il 14 aprile, e leggiamo che solamente una delle vittime ha denunciato l’accaduto. Al contrario di quanto scrivono Sostenitori.infoTgCom, tra l’altro, entrambe le ragazze avrebbero 28 anni. Si parla di psicosi, fondamentalmente, e Caserta News conclude: «L’ennesimo caso che rilancia una delle bufale più vecchie dell’informazione, soprattutto quella online: i furgoni bianchi a caccia di donne e bambini».

Le indagini sono in corso, ma più fonti parlano di una possibile psicosi collettiva, di quelle che nascono dai post su Facebook con segnalazioni compulsive e prive di fondamento. I Carabinieri della Stazione Locale, come scrive Caserta News, stanno indagando.

Aggiornamento del 15 aprile 2019, ore 13

Un nostro lettore ci segnala un articolo pubblicato su Paese News il 12 aprile 2019. La notizia fa chiarezza su quanto riportato da Sostenitori.infoTgComECaserta Il MattinoSecondo queste fonti si sarebbero registrati due episodi di tentato rapimento da parte di quattro uomini a bordo di un furgone grigio – ma in altri casi ne sono stati segnalati due distinti: uno blu e uno grigio – ai danni di due persone riconosciute come una minorenne che andava a scuola e una ragazza che si recava al lavoro. Altre fonti riportavano che le due potenziali vittime, invece, avevano 28 anni e che solo una di esse aveva denunciato l’accaduto.

L’articolo di Paese News che in questo aggiornamento vi riportiamo, invece, ci racconta che un singolo episodio si è verificato nella mattina del 12 aprile nei pressi di una scuola. Un uomo a bordo di un furgone sul quale si trovavano anche altre persone aveva tentato di avvicinare una giovane donna: «Vuoi venire con me?» per poi toccarle un braccio. La donna, spaventata, era scappata. In quel momento si era dunque creata una situazione di panico e sul posto erano arrivati i carabinieri.

La donna “vittima” del “tentato rapimento” racconta per bene i fatti e tutto si chiarisce. Tutto si sgonfia. Una cosa era già chiara però: non tutti possono fare informazione. Anche se prenderne atto significherebbe ammettere le proprie incapacità.

Bastano delle voci che corrono di bocca in bocca, un errore di “valutazione” e qualche improvvisato operatore dell’informazione – senza la necessaria formazione, senza le necessarie capacità di approfondire il “chiacchiericcio”. Sono questi  gli elementi capaci di trasformare una sciocchezza in un “tentativo di rapimento” e quindi la generazione del panico.

In ogni caso, il maresciallo Forziati sta guidando le indagini per fare luce sull’accaduto. È evidente, tuttavia, che l’episodio sia stato tramandato con una certa esasperazione tra le prime fonti – anche solo quelle verbali – e che l’intero episodio si sia macchiato di allarmismo.

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