Tawy Zoe ha fatto 12 ore a piedi in Amazzonia con il padre sulle spalle per farlo vaccinare

di Redazione Bufale |

Tawy Zoe
Tawy Zoe ha fatto 12 ore a piedi in Amazzonia con il padre sulle spalle per farlo vaccinare Bufale.net

In queste ore sta facendo il giro del web la foto di un giovane ragazzo indigeno, Tawy Zoe, che in Amazzonia ha portato per ben 12 ore il padre anziano sulle spalle per farlo vaccinare contro il Covid-19. Si tratta di una storia reale che è avvenuta però nel gennaio del 2021 e solo ora è stata resa pubblica su Instagram dal medico del centro in cui l’uomo anziano ha ricevuto la prima dose di vaccino.

Nessuno scatto del 2015 per il pezzo della BBC. Lo screenshot che gira cin queste ore, infatti, si riferisce ad un articolo del noto giornale che non contiene la foto in questione. Il motivo? Google l’ha presa dall’anteprima degli articoli recenti, come recente è la notizia.

Tawy Zoe e la sua marcia in Amazzonia per far vaccinare il padre

In passato abbiamo parlato di Amazzonia per bufale sugli incendi sul nostro sito, oggi invece serve un altro approfondimento. Il giovane indigeno Tawy Zoé, 24 anni, si è sorbito più di 12 ore di cammino nella foresta con il padre sulle spalle per potergli garantire questa importante dose di vaccino. L’impresa è stata raccontata dal medico che si è occupato del vicenda, il dottor Erik Jennings che, sul suo profilo Instagram ,ha pubblicato l’immagine un anno dopo per rendere omaggio alla grande caparbietà di questo giovane e dell’anziano padre.

Il medico ha voluto raccontare questa storia e lo ha fatto alla BBC brasiliana, per dare un messaggio positivo all’inizio di questo 2022, quando la pandemia si è mostrata ancora complicata da poter contrastare. I vaccini però stanno aiutando notevolmente ad evitare che ci possano essere casi gravi ed ospedalizzazioni, questo deve essere compreso da tutti.

Aver realizzato questo scatto che mostra una famiglia indigena, che nonostante viva nel cuore di una foresta abbia deciso di affidarsi alla scienza, deve assolutamente essere un messaggio di speranza per tutti, di credere fortemente nel potere della medicina. Tra l’altro questa tribù di indigeni, a cui appartengono il giovane Zoè ed il padre, è situata nello stato di Parà, nel Nord del Brasile, in una zona di foresta considerata altamente protetta per il proprio valore ecologico.

Una tribù composta da 325 indigeni sparsi per oltre 50 villaggi e che non hanno mai avuto alcun contatto con il resto del mondo. Solo da qualche tempo, come raccontato dallo stesso medico, hanno iniziato ad avere relazioni con l’esterno. In questa tribù non sono mai stati certificati casi Covid.

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