“Tamponi a domicilio, ci portano via i bambini, a Milano un centro per separare i figli dalle famiglie”

di Luca Mastinu |

“Tamponi a domicilio, ci portano via i bambini, a Milano un centro per separare i figli dalle famiglie” Bufale.net

La notizia dei tamponi a domicilio disposti da alcune Regioni e dell’apertura a Milano della struttura Zumbimbi ha mandato nel panico – o meglio, ha scatenato la fame di like (qui un approfondimento) – degli improvvisati viralizzatori che, come di consueto, si nascondono ora dietro profili fake e ora dietro imperativi come “copia e incolla sulla tua bacheca” per far sì che non siano facilmente perseguibili per procurato allarme (qui un approfondimento).

facciamo finta di guardare un film di fantascienza.
sono poche righe… leggete, coraggio!!
anche qusndo guardavamo Truman show o leggevano 1984 di Orwell ci divertivamo a pensare che fosse un esercizio di fantasia!

dalla bacheca di L. F.

Arrivano note molto stridule
verifiche nei prossimi giorni
Ascoltare bene

1) vi suonano alla porta. “Siamo della ASL, vorremmo effettualre tamponi al nucleo familiare.”

– Mi dispiace, non possiamo farla entrare. I minori sono in casa da un mese e non vedono neanche i nonni..

seg.

“Guardi è la Regione che ha stabilito che si debbano fare controlli nelle case per censire la situazione”

– Mi dispiace, vale il principio di precauzione. Siamo i genitori e quindi siamo responsabili della salute dei nostri bambini

“Ma noi vogliamo vedere se voi siete positivi”

– Nessuno di noi esce e ci facciamo consegnare la spesa a domicilio dai corrieri. Stiano tranquilli

“Ma si tratta solo di un tampone estemporaneo, lo eseguiamo ai soli adulti…”

– Ovvio, per il minore avete bisogno del nostro consenso e la nostra firma. Ma anche per farlo a noi.

“Allora lei mi vede compilare un modulo e mi deve dire che rifiuta a noi l’ingresso e il prelievo..”

– No guardi, non le devo firmare nulla. Lei mi propone un esame che non accetto, non ho sintomi e il tempo di incubazione è oramai superato da oltre un mese…

“Ma noi dobbiamo riferire che lei ha rifiutato il tampone.”

– No, io non ho rifiutato il tampone, io rifiuto di mettere a rischio di esposizione i miei figli, facendovi entrare, dato che girate di casa in casa per chiedere alla gente di fare il tampone…Vi dovreste rendere conto

“Ma noi ci cambiamo i monouso ogni volta che entriamo in un casa”

– Io vi credo, ma siete comunque degli estranei e si è saputo quanti medici e sanitari sono infetti e quanti ne sono morti

Non avevate i monouso, lo hanno detto i notiziari

Chi mi garantisce che non siate infetti?

“Mi costringe a chiamare la forza pubblica…”

– Ma lei ha un mandato per entrare a casa mia?

“No, che c’entra…non ce l’abbiamo …ma la cosa è su base volontaria”

– Ecco allora finita l’emergenza e la quarantena, sarò io padre (o madre) a curarmi di fare prelievi ed analisi…

…anticorpali a noi e ai nostri figli, per verificare se siamo immuni al COVID ed abbiamo svluppato i necessari anticorpi. La ringrazio ma abbiamo il nostro pediatra di fiducia…..(tal dei tali) e i nostro figli sono seguiti solo da lui, per questione di fiducia

– In ogni caso, lei lo sa che per entrare a casa mia lei deve avere un mandato preciso firmato da un giudice il quale riporti un preciso capo di imputazione per crimini commessi?

Lo sa che lei sta compiendo un reato grave, operando in questo modo? Mi favorisce le sue generalità..

…ed il suo ruolo, completo di qualifica di PUBBLICO UFFICIALE e l’eventuale mandato che le è stato conferito da un magistrato?

è un mio diritto sapere chi chiede di entrare a casa mia ad operare esami diagnostici a domicilio, oltre a quello di essere previamente informato…

…delle motivazioni che originano questa vostra inedita richiesta. Io non vi ho chiamati.

“Ma noi dobbiamo fare prelievi a campione…”

– Ma dovete sempre ottenere il mio consenso previo. Non potete pretenderli.

Se insiste mi costringe a chiamare la forza pubblica.

Questa è un’abitazione privata e io non ho violato alcuna legge.

E’ violazione.

MI RACCOMANDO
SE AVETE FIGLI MINORI
NON FATE ENTRARE NESSUNO IN CASA
PER NESSUN MOTIVO AL MONDO
SE TROVANO UNO O ENTRAMBI I GENITORI CONVIVENTI
POSITIVI ED ASINTOMATICI

non fanno il tampone al minore

e gli date la possibilità di ABLARE I BAMBINI DAL NUCLEO FAMILIARE PER QUESTIONI DI PRECAUZIONE SANITARIA
a MILANO HANNO GIA’ PREPARATO UN ALLOGGIO CHE SERVIRA’ A QUESTO SCOPO
E IO NON SO DAVVERO COME SARA’ POSSIBILE IL RICONGIUNGIMENTO SE LE PROCURE SI METTONO DI MEZZO
siate ESTREMAMENTE CAUTI
anche se NON AVETE MINORI IN CASA
IL DOMICILIO è INVIOLABILE IN ASSENZA DI MANDATO PER MOTIVI CERTI.
APRITE STO CERVELLO
RICORDATEVI I FATTI DEI MESI SCORSI
E GLI HT CON I QUALI ABBIAMO BOMBARDATO IL WEB

Tanta confusione

Regioni vs truffa screening porta a porta

Chi scrive questo messaggio confonde le disposizioni delle Regioni con la truffa dello screening porta a porta sul quale ci aveva avvertito anche la Croce Rossa, come riportavamo in un articolo pubblicato a fine febbraio. Di un complotto sui tamponi, del resto, avevamo parlato in un altro articolo più mirato, pubblicato sul nostro portale il 25 febbraio.

Parliamo di confusione, piuttosto, perché alcune Regioni hanno sì disposto dei tamponi a domicilio, ma la modalità è ben diversa da quanto riportato nel messaggio dal lezzo di viralità. Come riportava Il Sole 24 Ore il 18 marzo le Regioni si sono mosse autonomamente rispetto al governo centrale per accelerare i tempi sui test.

Troviamo esempi che vanno nello specifico, a tal proposito, nella Campania (agenzia Dire, 28 marzo) con 5 mezzi sul territorio dell’ASL Napoli 1 ciascuno dei quali con due medici a bordoPina Tommasielli, responsabile  territoriale dell’Unità di Crisi della Regione Campania, spiega che le unità sono disponibili dalle 8 alle 21 di tutti i giorni:

Le unità si occuperanno di effettuare il doppio tampone (a distanza di 24 ore) ai pazienti che hanno terminato il periodo di quarantena che sono presumibilmente guariti e per i quali la guarigione deve deve essere certificata. E faranno anche il test ai casi sospetti che saranno individuati, come prevede la norma, dai medici di famiglia. Il paziente chiama il medico di famiglia che ne conosce storia clinica, fattori di rischio, comorbidità, e si orienta a capire se può trattarsi di un caso sospetto di nuovo coronavirus. A questo punto parte la segnalazione all’Asl e il dipartimento di prevenzione provvede a inviare a domicilio l’unità Covid per effettuare il tampone.

Non controlli a caso e con visite arbitrarie, dunque, ma interventi su segnalazione degli stessi pazienti al proprio medico di famiglia al presentarsi di sintomi sospetti e controlli sui pazienti presumibilmente guariti.

Nel Lazio il camper della ASL 6 Roma attivo su Castelli Romani e Litorale (Il Messaggero) funziona più o meno allo stesso modo: “Sono tantissimi ogni giorno le segnalazioni che giungono al servizio di igiene e salute pubblica della Asl di persone che accusano i sintomi del coronavirus“. Tutto è analogo anche a Torino.

A Milano portano via i bambini dalle famiglie?

No, assolutamente. Chi condivide il messaggio che oggi mettiamo sotto analisi allega un link a un articolo pubblicato da Repubblica. Era il 23 marzo quando Beppe Sala annunciava l’apertura di nuove strutture destinate a chi deve stare in isolamento per Coronavirus. In questo articolo di Repubblica pubblicato il 30 marzo – e allegato al messaggio virale – veniva annunciata l’apertura della struttura Zumbimbi a Milano a partire dal 4 aprile. Si tratta di “una struttura residenziale con 15 camere singole, che diventeranno doppie in caso di fratelli, da destinare a bambini e ragazzi da 6 a 14 anni”. Chi sono i beneficiari dell’accesso alla struttura? Repubblica lo spiega in apertura:

Un residence riconvertito in centro di accoglienza per prendersi cura dei bambini rimasti senza un adulto che si possa occupare di loro, perché i genitori sono ricoverati in ospedale o in quarantena perché affetti da coronavirus.

Nient’altro. Non un campo di concentramento per bambini separati dalle loro famiglie con la forza, ma una struttura che accoglie temporaneamente i minori fino all’età di 14 anni che non possono essere accuditi dai genitori che stanno ricevendo le cure per il Coronavirus o per lo stesso motivo si trovano in quarantena. La struttura, inoltre, viene continuamente sanificata:

Qui i bambini saranno accuditi da un’équipe di operatori, educatori e psicologi, nel rispetto delle regole di isolamento per evitare il contagio da Covid-19: dormiranno in stanze singole, la struttura sarà sanificata giornalmente e verrà garantita la distanza di sicurezza per evitare assembramenti.

Nient’altro. Parlare a vanvera dei tamponi a domicilio significa confondere la truffa denunciata dalla Croce Rossa con le disposizioni regionali, che sono ben diverse. Soprattutto, la struttura di Milano sarà una sistemazione provvisoria per i minori i cui genitori si trovano nell’impossibilità di averne cura, proprio a causa del Coronavirus.

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