“Supermercato ucraino vieta l’ingresso agli ebrei”, ma non è andata così

di Luca Mastinu |

bufala sindaco di lonigo
“Supermercato ucraino vieta l’ingresso agli ebrei”, ma non è andata così Bufale.net

Un supermercato ucraino avrebbe vietato l’ingresso agli ebrei. Questo è quanto riportato da un utente Facebook in un post pubblicato il 2 ottobre. Nello stesso post, oltre al messaggio in calce, possiamo vedere un video di 39 secondi in cui in effetti un gruppo di ebrei ortodossi si accalca all’ingresso.

Il post

SUPERMERCATO UCRAINO VIETA L’INGRESSO AGLI EBREI
Succede in Ucraina, il paese in cui “il neonazismo è un’invenzione della propaganda del Cremlino” e che vorrebbe quanto prima entrare nell’Unione Europea.
Video diffuso dal giornale online ebraico Belaaz News.

La fonte è quindi l’account Belaaz News di cui troviamo il tweet originale il 29 settembre.

Con una ricerca per parole chiave troviamo riscontro in questo articolo pubblicato da Ukraina.ru. La stessa notizia è stata trattata dai colleghi Myth Detector.

Siamo a Yavorov, nella regione di Leopoli, e secondo Ukraina.ru il video immortala un episodio di antisemitismo all’esterno di una stazione di servizio Okko. Il dato è reale, ma la storia raccontata è ben diversa.

La segnalazione è partita dal canale Telegram UJCU, United Jewish Community of Ukraine in una nota pubblicata il 29 settembre 2022.

La vicenda ha avuto un certo rimbalzo mediatico a livello locale, per questo la società interessata – Okko – ha ritenuto doveroso intervenire con una dichiarazione riportata dalla stessa UJCU in una nota pubblicata successivamente.

Molti autobus sono arrivati ​​contemporaneamente alla stazione di servizio nella regione di Lviv, i clienti stavano in una coda caotica per raggiungere il bagno degli uomini. Un dipendente della stazione di servizio, dopo aver invitato i clienti ad aspettare ed entrare nel bagno degli uomini in piccoli gruppi, purtroppo non si è comportato in modo corretto nei confronti dei clienti e ha tenuto la porta della sala vendite senza ulteriori spiegazioni.

Sempre Okko fa sapere: “Stiamo prendendo le misure appropriate nei confronti del dipendente”. Non si è trattato di antisemitismo, quindi, bensì del comportamento di un dipendente incapace di gestire il flusso di avventori in arrivo che facevano la fila per i bagni.

Per questa spiegazione la UJCU ha scritto:

La Comunità Ebraica Unita dell’Ucraina ringrazia la società “OKKO” per le tempestive spiegazioni e per una posizione costruttiva.

Sottolineiamo che l’Ucraina è uno stato tollerante in cui i cittadini hanno uguali diritti indipendentemente dalla nazionalità e dalle convinzioni religiose.

Quindi?

Parliamo di disinformazione in quanto il post da noi preso in esame riporta una versione non veritiera dei fatti. La società Okko ha fatto chiarezza e la versione dell’azienda è stata accettata e condivisa dalla stessa UJCU.

La stessa notizia è stata trattata da Facta.

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