Striscia La Notizia e TG Leonardo del 17 febbraio: ancora ipotesi e disinformazione

di Redazione Bufale |

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Arriva un’altra puntata della telenovela complottista, in merito al virus creato in laboratorio in Cina, in virtù di un servizio mandato in onda da Striscia La Notizia giovedì sera, in cui viene menzionata esplicitamente un’altra puntata di TG Leonardo che risale dal canto suo allo scorso 17 febbraio 2020. Questione che abbiamo trattato anche noi a suo tempo, con alcune importanti precisazioni da tenere a mente per tutti coloro che vogliono vederci chiaro sulle origini del Coronavirus. Anzi, per essere più chiari, del Covid-19.

Tra Striscia La Notizia, TG Leonardo del 17 febbraio 2020 e Coronavirus: facciamo chiarezza

Il servizio di Striscia La Notizia nasce dal fatto che, dopo le prime polemiche innescate con la riesumazione di un contributo del TG Leonardo del 16 novembre 2015, in molti hanno pensato effettivamente alla possibilità che il Coronavirus (nella versione a noi nota nel 2020) sia stato concepito in laboratorio a Wuhan. Insomma, si rincara la dose sul fatto che la casualità ed i soli pipistrelli non abbiano causato l’attuale pandemia.

Ipotesi preliminari

Tutto nasce dal racconto di due scienziati, Botao Xiao e Lei Xiao, i quali avrebbero confessato che il primo contagio sarebbe avvenuto proprio in laboratorio, dopo che uno dei due è stato infetto da un pipistrello a causa delle tracce di sangue e urina dell’animale malato con cui l’uomo è venuto a contatto. E a nulla sarebbe valsa la sua quarantena di quattordici giorni.

Il rapporto inviato al Daily Mail, tuttavia, non fa altro che avanzare ipotesi, senza che ci siano prove oggettive in grado di confermare non solo le tesi dei due scienziati, ma anche l’evoluzione naturale del Covid-19. Le suddette voci, infatti, si concretizzano con l’infezione per i primi medici che lavorano presso una struttura ospedaliera a due passi dal laboratorio, i quale avrebbero poi trasmesso il Coronavirus ai pazienti.

Naturalmente, il video reperito da Striscia La Notizia non ha niente di segreto o occulto. I nostri amanti del complotto si troveranno ancora una volta delusi.

Se non trovi qualcosa sui giornali o in TV, non significa che non se ne parli. Significa che se tu vedessi meno TV Spazzatura e se evitassi di leggere Cose Cadute dai Camion o Corriere del Cu*o probabilmente quel qualcosa lo troveresti.

Avemmo già elementi per parlarne approfonditamente il 17 Febbraio stesso, cosa di cui vi rendiamo conto qui, pervenendo ad una conclusione provvisoria:

Questo paper, se fosse confermato riporterebbe la teoria del SARS-CoV-2 come evoluzione di un virus dei pipistrelli, sostituendo però la teoria dei “Cinesi che mangiano pipistrelli crudi” con la teoria di pipistrelli malati custoditi con poca efficacia.

Quindi, punto primo: possiamo in ogni caso escludere SARS-CoV-2 come “virus fuggito in laboratorio”.

Se Botao Xiao e Lei Xiao avessero avuto ragione con la loro ipotesi (cosa, invero, non dimostrata), tutto quello che avrebbero scoperto è che SARS-CoV-2 è comunque nato in natura, cosa che noi sappiamo, ma secondo loro il contagio non è avvenuto in un ristorante ma in uno stabulario tenuto male.

Ipotesi finali, dalla Dottoressa Rasmussen a Nature

Nei mesi successivi, complice l’attenzione del Complottismo mondiale sui Biolaboratori di Wuhan, numerosi esperti come la Dottoressa Dr. Angela Rasmussen, biologa all’Università della Columbia hanno potuto superare l’ipotesi.

L’intero assioma si basa sulla presenza a Wuhan di un “Laboratorio di livello BSL-4” (la sigla usata per la famigerata bufala della “legge marziale in Italia”): l’ultimo posto sul pianeta dove una persona sana di mente svilupperebbe ricerche su armi biologiche.

Insomma, delle due l’una: se si parla di “superlaboratori di massima sicurezza”, sicuramente non possiamo trovare lì le ricerche necessarie al SARS-CoV-2. Parliamo di posti dove si lavora con tre paia di guanti incollate col nastro isolante a tute pressurizzate, con una serie di misure di contenimento allucinanti.

Se parliamo di un laboratorio a standardi più bassi, come un BSL-2

Inoltre, i BSL-2 richiedono sorveglianza medica e i lavoratori devono autodenunciare sintomi di malattie quando lavorano con agenti infettivi.

Come visto, l’ipotesi descritta come probabile si allontana sempre di più, con l’ultimo chiodo nella bara dato proprio da Nature che esclude ogni origine da laboratorio del SARS-CoV-2.

Restano gli enormi dubbi sul modo in cui un laboratorio di quel tipo possa dar vita ad un’arma così letale per l’uomo, oltre al fatto che da eventuali mancanze nella stabulazione (peraltro mai comprovate in modo conclusivo) continuano a non dimostrare l’origine artificiale o anche solo il tramite della ricerca di laboratorio nella diffusione di COVID19.

Trovate il video completo preso da Striscia La Notizia, sul TG Leonardo del 17 febbraio 2020 a proposito di Coronavirus, tramite l’apposita pagina.

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