Sì, KFC Venezuela ha assunto dei brainrot come testimonial (con bestemmia italiana)

KFC Venezuela ha assunto dei brainrot come testimonial: parliamo delle assurde creature di un bestiario postmoderno, folle e allucinato, non a caso chiamato brainrot, ovvero spaccacervello.

Cose prive di senso, allucinazioni della mente: poco più che bestiacce e bestioline create dall’Intelligenza Artificiale munite di storie assurde e strampalate pronte a invadere i social come una via di mezzo tra i Pokemon e i mostri degli antichi bestiari.

Nate sostanzialmente per una forma assurda di divertimento, peculiari dell’ecosistema italiano, sono arrivate nel mondo globale in modi imprevisti.

Sì, KFC Venezuela ha assunto dei brainrot come testimonial (con bestemmia italiana)

KFC Venezuela, l’account Instagram sudamericano della catena di fast food Kentucky Fried Chicken ha deciso di assumere Tung Tung Tung Sahur, bizzarro bestio Malese adottato nella memesfera Italiana e il suo mortale nemico, l’Italiano (e motivo dell’importazione di Sahur), il fauno Brr Brr Patapim.

Sì, KFC Venezuela ha assunto dei brainrot come testimonial (con bestemmia italiana)
Sì, KFC Venezuela ha assunto dei brainrot come testimonial (con bestemmia italiana)

Nella loro “lore”, la bizza sttoria dietro ogni brainrot, Tung Tung Tung Sahur si aggira nel mese del Ramadan bastonando chi non rispetta il digiuno e Brr Brr Patapim si aggira per le foreste combattendo il suo mortale nemico.

Quando, secondo KFC Venezuela, non decide di limitarsi a denunciare il rivale, costringendolo ad allontanarsi sorvegliato dagli agenti mentre cantilena

“noo, noo… Por*o D*ooooooooooooooooooo!”

E il social manager di KFC Venezuela, ignaro di tutto ciò che ha scatenato, si limita a chiosare che “ride bene chi ride ultimo”.

E intanto tutti abbiamo perso delle cellule cerebrali.

Alcuni contenuti e sezioni del sito sono attualmente in fase di revisione e aggiornamento tecnico-editoriale. Durante tale processo, potrebbero permanere materiali non aggiornati, incompleti o non pienamente allineati agli attuali standard redazionali, anche in ragione di vincoli editoriali preesistenti. Non si escludono possibili imprecisioni, refusi o incongruenze anche in relazione all’attribuzione, classificazione o associazione dei contenuti. Eventuali segnalazioni possono essere inviate a info@bufale.net. La redazione si impegna a valutare e, ove opportuno, integrare le segnalazioni ricevute.