Sfogo Pietro Grasso sull’americano bendato dai carabinieri: “A Provenzano chiesi se servisse qualcosa”

di Redazione |

Sta facendo ancora discutere oggi 29 luglio la foto dell’americano bendato dai carabinieri dopo essere stato portato in caserma per l’omicidio di un loro collega, al punto che il recente post su Facebook di Pietro Grasso pare essere concepito proprio per far tornare tutti alla ragione. Come? Non tutti sanno che prima del suo coinvolgimento in politica, questo personaggio è stato un magistrato, partecipando attivamente all’arresto di Provenzano. Soggetto quest’ultimo che aveva sulle spalle stragi ed un “curriculum” ben più pesante rispetto al diciannovenne americano.

Come andarono le cose in quel caso? In maniera diametralmente opposta rispetto alle uscite che sono emerse in post della pagina “Lega – Salvini Premier” di cui vi abbiamo parlato nella giornata di ieri. Secondo Pietro Grasso, infatti, la prima cosa che fece al cospetto di Provenzano fu quella di chiedergli se avesse bisogno di qualcosa. Questo, a suo dire, nonostante il criminale avesse progettato l’omicidio dello stesso Pietro Grasso ed il rapimento di suo figlio.

Per quale motivo ebbe un approccio simile? L’ex magistrato spiega chiaramente che in quella circostanza si decise di dare un messaggio chiaro a Provenzano, ovvero fargli percepire “la differenza tra noi e loro”. Al mafioso occorreva un’iniezione e tutti si attivarono affinché quel bisogno potesse essere soddisfatto. A seguire potete prendere in esame il post originale di Pietro Grasso, in cui si fa riferimento proprio alla famosissima foto dell’americano bendato appena giunto nella caserma dei carabinieri.

Morale della favola? Se un trattamento simile venne riservato a Provenzano, con crimini molto più pesanti alle spalle, lo stesso sarebbe dovuto avvenire con il diciannovenne. A maggior ragione se pensiamo che in quei minuti non ci fosse stata ancora alcuna confessione. Tra l’altro, il fatto che sia stato bendato a detta di Next Quotidiano potrebbe rendere totalmente inutile interrogatorio ed ammissione di colpa. Insomma, un danno duplice quello generato dai carabinieri.

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