Scudetto a tavolino alla Juve, la bordata di Carraro all’Inter: “Errore darglielo nel 2006”

di Redazione Bufale |

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Scudetto a tavolino alla Juve, la bordata di Carraro all’Inter: “Errore darglielo nel 2006” Bufale.net

La situazione del campionato italiano di Serie A sembra essere abbastanza chiara, almeno per il momento, ossia l’impossibilità di riprendere a giocare a maggio. L’emergenza Coronavirus ha paralizzato tutto il mondo ed in questi casi le competizioni sportive sono state quasi tutte annullate o sospese. A tal proposito è intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb Franco Carraro che ha voluto sottolineare come parlare per ipotesi non faccia parte del suo credo, ma in una situazione di questo genere si è sbilanciato sulla questione dell’assegnazione dello scudetto.

Per Carraro non è assolutamente fondamentale che venga assegnato lo scudetto, è una questione marginale, mentre risulta comunque essere importante poter delineare i piazzamenti Champions e di Europa League, oltre che le retrocessioni. Questi ultimi aspetti sono vitali per garantire il corretto svolgimento della stagione calcistica 2020-2021, mentre non è necessario assegnare lo scudetto.

In quest’ultimo caso Franco Carraro ha voluto parlare del 2006, anno in cui il calcio italiano si è ritrovato in una situazione complicata che però è stata risolta al meglio, consentendo insomma il corretto svolgimento del campionato successivo. L’unico errore però fatto nel 2006, stando sempre alle parole di Carraro, è stato assegnare lo scudetto all’Inter. In quel caso non doveva essere assegnato ed invece Guido Rossi decise di fare diversamente, sbagliando. Qualora quindi il campionato di quest’anno non potrà essere portato a termine, nemmeno durante l’estate, lo scudetto non dovrebbe essere assegnato a nessuna squadra di Serie A, sarebbe insomma un errore consegnarlo nelle mani della Juventus che in questo momento è prima in classifica.

Non sappiamo a questo punto come proseguirà la stagione calcistica, tutto risulta essere totalmente incerto, anche perché l’emergenza Coronavirus in Italia è ancora nel pieno svolgimento e segnali positivi non sono stati ancora del tutto riscontrati. Finché continueranno ad emergere contagi e morti, difficilmente si potrà ritornare alla vita di prima.

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