Salvini casca nella bufala del presepe vietato in una scuola elementare: “Mancano pure alunni stranieri”

di Redazione Bufale |

Aveva fatto discutere molto nei giorni scorsi un post sui social di Salvini, in merito al presepe che sarebbe stato vietato in una scuola elementare di Treviso. Come si sente spesso in questi casi, la scelta dei dirigenti scolastici avrebbe voluto difendere l’integrazione sociale dei bambini che in qualche modo sono legati ad altre religioni. Insomma, uno di quei temi che sono tanto cari all’ex Ministro dell’Interno. A quanto pare, però, come avvenuto qualche giorno fa in merito ad una sentenza dei giudici in parte a suo favore (qui trovate maggiori informazioni), il numero uno della Lega si è esposto sui social troppo presto.

Salvini
Salvini

La verità sul presepe vietato dopo il post di Salvini

La parole pronunciate da Salvini la scorsa settimana, tramite apposito post, erano state piuttosto chiare ed avevano alimentato la tensione tra i suoi seguaci su un tema già di suo molto delicato: “In una scuola elementare in provincia di Treviso le maestre avrebbero deciso di rinunciare al presepe perché offende bimbi di altre religioni. Se è vero, siamo di fronte all’ennesima idiozia! Come si può pensare che i simboli più amati della nostra civiltà, segni di pace e di fratellanza, possano offendere qualcuno?“.

Salvini aveva poi tuonato, facendo presente che si sarebbe recato presso l’Istituto in questione e lì dove si sarebbero verificati altri casi del genere. Secondo Next Quotidiano, tuttavia, la questione va etichettata come “bufala”. Viene citato a tal proposito un articolo comparso sul Corriere del Veneto. La smentita ufficiale, infatti, arriva direttamente dal dirigente scolastico.

Stiamo parlando di  Daniele De Salvatore, il quale ha dichiarato che non hanno in alcun modo vietato agli insegnanti l’allestimento del presepe. Come se non bastasse, a differenza di quanto emerso in un primo momento dopo il post di Salvini, è venuto fuori che non esista alcun progetto specifico di “inclusione sociale”. Anzi, presso il plesso di Treviso, non è presente nessun alunno straniero.

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