Roma, pedofilo pluripregiudicato aggredisce una bambina di 9 anni, rilasciato per assenza di flagranza di reato

di Luca Mastinu |

Un post pubblicato il 5 giugno da un profilo privato riporta un caso di aggressione ai danni di una bambina di 9 anni da parte di un pedofilo pluripregiudicato. Secondo il post i fatti si sarebbero verificati a Roma e l’uomo sarebbe stato rimesso subito in libertà in quanto mancherebbe la flagranza di reato.

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CI SONO DEI GIUDICI PER I QUALI UN MANIACO CHE CERCA DI STUPRARE UNA BAMBINA DI 9 ANNI NON DEVE ESSERE PUNITO….

E’ accaduto a Roma.

Un pedofilo pluripregiudicato, da poco uscito dal carcere, ha aggredito in un parco una bambina di 9 anni tentando di violentarla.

Lo hanno fermato appena in tempo anche se la bambina è stata ricoverata in ospedale ferita (anche trauma cranico) , con 30 giorni di prognosi.

Ovviamente è stato arrestato ma… il magistrato – malgrado le accuse di ‘lesioni gravi’ e ‘tentato sequestro’ – lo ha immediatamente rimesso in libertà, secondo voi perché?
‘’mancava la flagranza di reato’’…..!

Adesso questo maniaco, estremamente pericoloso per la sua patologia incontrollabile sarà libero di aggredire altri bambini e magari anche di ucciderli, grazie al solito magistrato impunibile e dedito al servizio del crimine.

Io considero questo genere di magistrati allo stesso livello di quei mostri che, invece di mettere in condizioni di non nuocere più a nessuno, li proteggono.

Vorrei farvi notare che è stato proibito a tutte le fonti di informazione divulgare il nome e la nazionalità del pedofilo… con lo scopo di ‘condizionare’ negativamente gli umori della pubblica opinione.

Comunque per voi, cari amici, non sarà difficile intuirlo.

L’autore del post riporta un fatto vero, ma ne distorce la forma per ottenere il consenso dei suoi contatti.

1 giugno, Albano Laziale

Tra le 21:30 e le 22 dell’1 giugno una bambina si trovava in compagnia della nonna a bordo della bicicletta nel parco giochi di Villa Ferraioli, ad Albano Laziale. In quel momento un uomo, un 40enne in alterazione psicofisica da alcol e stupefacenti, dopo aver infastidito altre ragazze si è avventato sulla bambina e l’ha fatta cadere dalla bicicletta, tentando anche di trascinarla via. Il peggio è stato scongiurato dall’allarme lanciato dalla nonna, che ha attirato alcuni presenti che sono accorsi e hanno fermato l’uomo.

A quel punto è intervenuta la Polizia di Albano insieme ai sanitari del 118. La bambina e il suo aggressore sono stati trasportati al Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia. La piccola, 9 anni, ha avuto 30 giorni di prognosi e l’uomo è in stato di fermo.

L’uomo è originario di Castel Gandolfo ed è stato arrestato

L’uomo era già noto alle forze dell’ordine e nel 2018 era uscito dal carcere con precedenti che interessavano sempre reati contro minori. Per la vicenda di Albano Laziale, invece, l’uomo era stato denunciato per lesioni gravi e tentato sequestro di persona. Nell’attesa dei nuovi sviluppi delle indagini, l’uomo era tornato in libertà e il post pubblicato il 5 giugno era precedente all’arresto dell’uomo e, nella fretta di distorcere un’informazione nel nome di un’invettiva velatamente contro gli stranieri, l’autore del post ha voluto parlare di organi di stampa impossibilitati a diffondere la nazionalità dell’uomo.

Facciamo notare che l’autore del post ha pubblicato la sua nota il 5 giugno, ma già dal 2 giugno l’informazione locale parlava di un italiano di Castel Gandolfo.

Tuttavia, ad incastrare l’aggressore sono state le immagini dagli impianti di sorveglianza del parco e per questo la Procura di Velletri, il 12 giugno, ha ottenuto dal GIP l’ordinanza di custodia cautelare. L’aggressore, oggi, si trova presso il carcere di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’autore del post, ovviamente, non poteva prevedere che l’aggressore sarebbe stato arrestato, ma non ha nemmeno provveduto a correggere il suo post nei punti in cui parlava di una stampa non autorizzata a diffondere la nazionalità dell’uomo (la stampa locale, invece, aveva già parlato di un italiano di Castel Gandolfo) e soprattutto non ha precisato che la foto usata nella sua nota riguarda la piccola Aya, la cui casa di Talbiseh era stata colpita da un raid aereo nell’ottobre 2016.

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