Rivoluzione dei 3 giorni di batteria con Android ed il tema scuro Google: Dark Mode non è bufala

di Redazione Bufale |

Tema scuro Google
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Lo ammettiamo, all’inizio anche noi pensavamo ad una bufala quando sono emerse le prime notizie sul tema scuro Google per gli smartphone Android, con Dark Mode che potrebbe realmente condizionare il nostro modo di utilizzare uno smartphone. Soprattutto per quanto riguarda la durata della batteria. Dopo avervi parlato di questi device solo in termini “negativi”, mettendovi in guardia a causa di nuove minacce virus (eccovi l’ultimo approfondimento dedicato alla questione), oggi 10 novembre è possibile essere finalmente più ottimisti.

Tutto nasce da quanto è stato annunciato in occasione del cosiddetto “Android Dev Summit” di novembre 2018, secondo cui il tema scuro Google consumerebbe l’80% in meno. Un’enormità che darebbe vita ad un’effettiva rivoluzione per il pubblico, se pensiamo al fatto che le app coinvolte passerebbero da un consumo pari a 350 mAh secondo valori medi attuali, fino addirittura a 70 mAh. In questo modo, uno smartphone che in media vi fa arrivare sì e no a sera, potrebbe durarvi circa tre giorni con utilizzo “nella media”.

Tema scuro Google
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Dati che sono stati evidenziati anche dal recente report di Libero, che per forza di cose accentua il desiderio di tema scuro Google per utenti Android. Quali sono le limitazioni da tener presente in questo momento? In primo luogo il discorso è al momento applicato solo ad app come Youtube e Messaggi, ma l’intenzione è quella di estendere il tema scuro Dark Mode anche ad altra applicazioni a strettissimo giro. In secondo luogo, la questione investirà chi dispone di uno smartphone con schermo OLED o AMOLED.

Cosa vuol dire questo? A trarre benefici dalla svolta del tema scuro Google saranno i principali smartphone Android concepiti da Samsung, a partire dai recenti Samsung Galaxy S9 e Note 9, arrivando al Galaxy S7. A questi, poi, si aggiungono altri produttori che stanno diventando popolari in Italia, come nel caso di modelli del calibro di OnePlus 6. Esclusi, invece, i modelli Huawei e Honor, fatta eccezione per gli ultimi gioiellini appartenenti alla famiglia dei cosiddetti Huawei Mate 20.

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