Ristoratore di Treviso: “Multa e chiusura perché lavoravamo”, ma era già stato sanzionato per buffet irregolare

di Bufale.net Team |

Ristoratore di Treviso: “Multa e chiusura perché lavoravamo”, ma era già stato sanzionato per buffet irregolare Bufale.net

Un ristoratore di Treviso ha affidato ai social uno sfogo pieno di rabbia e frustrazione dopo aver visto la sua attività chiusa per 5 giorni con tanti di multa a seguito di riscontrate irregolarità da parte di agenti in borghese. L’uomo ha pubblicato un video sul suo profilo Facebook e racconta che gli agenti della Polizia Municipale di Treviso, in borghese, gli avrebbero applicato una multa di 400 euro e avrebbero disposto 5 giorni di chiusura per la sua attività dopo aver riscontrato che tre persone si erano alzate dai tavoli senza indossare la mascherina.

Chiusura di 5 giorni e multa di 400€ perché stavamo lavorano
Vi rendete conto della pazzia
Mentre stanno appestando l’Italia portandoci infetti
A noi per L ennesima volta ci distruggono

Al termine del suo sfogo il ristoratore di Treviso afferma che probabilmente, a seguito della consistente perdita di clienti, la sua attività non riaprirà. Prima di chiudere l’uomo attacca le istituzioni sul tema dei migranti, argomentando in termini di aiuti mancati agli italiani contro una politica troppo impegnata ad aiutare gli stranieri.

La versione della stampa locale

La notizia non è passata inosservata alla stampa locale e mentre Il Gazzettino riserva la lettura ai soli abbonati troviamo un riscontro su Treviso Today in un articolo pubblicato ieri sera, 20 luglio 2020. Today scrive che il ristoratore di Treviso era già stato sanzionato il 10 luglio dopo che alcuni agenti in borghese, su segnalazione di alcuni clienti, avevano constatato che il ristorante non effettuava il servizio al tavolo bensì le persone consumavano da un buffet.

Il servizio a buffet, come lo stesso Zaia sottolineava, è vietato in virtù delle norme di contenimento della pandemia del COVID-19. Troviamo un riferimento a pagina 4 di questo documento. Lo stesso divieto è riportato anche dalla stampa nazionale.

Tuttavia, sebbene gli agenti avessero disposto la chiusura di 5 giorni del ristorante, il 13 luglio avevano appurato che il ristoratore di Treviso aveva comunque tenuto aperto. La Polizia Municipale, dunque, è nuovamente intervenuta disponendo la chiusura per altri 5 giorni e denunciando il ristoratore di Treviso per aver violato l’articolo 650 del codice penale:

Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206.

Parliamo di versioni a confronto in quanto il racconto del ristoratore di Treviso è diverso dai fatti riportati dalla stampa locale.

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