Renzi da bambino parlava in inglese dicendo shock e imitazione di Vieri: tra video bufala e meme

di Redazione Bufale |

Renzi da bambino
Renzi da bambino parlava in inglese dicendo shock e imitazione di Vieri: tra video bufala e meme Bufale.net

Renzi da bambino parlava già in inglese e diceva shock. Da alcuni giorni a questa parte sta circolando un video virale su Facebook che prende in giro l’ex Presidente del Consiglio, ironizzando sulla sua pronuncia. Un po’ come avvenuto ieri, in occasione di un’intervista che abbiamo analizzato anche sulle nostre pagine, in merito all’incarico di Premier dato a Draghi. Ebbene, pare che non tutti abbiano capito che si tratti di un filmato creato tramite FaceApp, estraendo i tratti somatici del leader di Italia Viva e dandogli le connotazioni di un bimbo.

Renzi da bambino già parlava inglese e diceva shock

Partiamo dal presupposto che il video disponibile qui di seguito sia fake. Renzi da bambino non parlava in inglese e soprattutto non rilasciava intervista dicendo: “First reaction, shock“. Non tutti sanno che tramite FaceApp, partendo dall’immagine di un volto, sia possibile applicargli dei filtri per sembrare vecchi o bambini. Così ha fatto il creatore del video, dando a qualcuno l’impressione che Renzi tanti anni fa aveva già gettato le basi per far creare meme al popolo del web. Ecco le immagini in questione.

Imitazione di Vieri su Renzi che parla inglese

Come se non bastasse, sempre in queste ore è trapelato un video in cui possiamo osservare l’imitazione di Vieri dedicata proprio a Renzi. Anche in questo caso si cita la famosa frase con “shock”. Il video è diventato virale ed ha creato anche qui dei presupposti per la realizzazione di meme diventati molto popolari soprattutto su Facebook. Ecco il filmato con l’ex attaccante di Inter e Juventus che ha fatto molto chiacchierare.

Dunque, non esiste un video reale di Renzi da bambino che parla in inglese, dicendo “first reaction, shock”. Mentre è autentico il filmato caricato sui canali social di Christian Vieri, con relativa presa in giro nei confronti dell’ex Segretario del Partito Democratico.

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