Ci segnalano i nostri contatti un video con un blocco di Nutella solido e una voce inglese che con un tono sospettosamente meccanico dichiara che “Oh vow, un mio amico ha trovato la Nutella solida in negozio, la mangereste”?

Si tratta del solito video generato con AI: minima spesa, massima resa in viralità.
Questo video del blocco di Nutella è generato con AI
Alcuni segnali evidenti nel video ci sono: i cartellini del prezzo intorno alla Nutella sono infatti composti con caratteri evidentemente deformi e difformi l’uno dall’altro, in quanto le AI hanno dei problemi a discernere la differenza tra semplici segni grafici e caratteri tipografici, l’etichetta sulla “Nutella Solida” tende a deformarsi e le dita della mano dell'”amico del narratore” si deformano durante la prosecuzione del video, altro segno tipico delle AI.

Inoltre l’analisi con SynthID, il sistema di Watermark invisibili introdotto da Google, dimostra che il video contiene il watermark stesso: l’audio è stato applicato a parte, ma il video è creato sicuramente dalla AI di Google.

Ironicamente, la bufala è basata su un fatto vero non noto al creatore della fake news: dal 1946 al 1951 la Nutella veniva venduta in blocchi solidi dal nome di Pasta Gianduja, variante del Gianduia Torinese che sostituendo il cacao con le nocciole continuò anche dopo la cessazione dell’embargo Napoleonico verso i beni provenienti dalle colonie inglesi ad essere più economico della cioccolata.
Dal 1946 al 1951 i Ferrero vendettero la Pasta Gianduja in blocchi, dal 1951 dapprima nelle località di vendita era possibile comprare una fetta di pane spalmata con la Supercrema Gianduja, forma cremosa della Pasta Gianduja, e poi la stessa divenne la Nutella che tutti conosciamo.
La AI ha semplicemente reinventato il Gianduia.