Ci segnalano i nostri contatti un post Facebook che dovrebbe mostrare delle immagini di Zelensky con Epstein. Si tratta di foto create con l’intelligenza artificiale dalla campagna Doppelganger (falsi siti di informazione che richiamano o millantano legami con siti occidentali legittimi per diffondere fake news), ricondivise in modo “taroccato” per eludere i controlli.

La fonte originaria è un articolo in lingua russa le cui foto presentano i marchi SynthID introdotti da Google sulle foto create coi suoi strumenti.
Queste immagini di Zelensky con Epstein sono create con Google AI (e dimostrano come ingannare gli strumenti di verifica)
L’articolo russo parla di “video intimi che sono stati consegnati” (!!) e non tutti possono essere mostrati.
Ma sappiamo benissimo che tutti i files desecretati relativi al caso Epstein sono visibili sulla Epstein Library, e di quelle foto non vi è traccia alcuna.
Le foto sul solo sito russo presentano il marchio SynthID affisso sulle foto da Deepmind, che però non compare sulle foto pubblicate sui social network.

I due gruppi di foto sono identici, tranne per un dettaglio: le foto sui social sono evidentemente specchiate, pubblicate in modo inverso.
Il gioco palese è quello che abbiamo visto altre volte: i “seed”, coloro che secondo i dettami dell’Operazione Doppelganger condividono i contenuti inizialmente diffusi dai siti falsi rendendoli virali hanno condiviso non già le immagini del sito fake, ma screenshot a loro volta rielaborate delle stesse rendendo impossibile usare il marchio SynthID
Anche così, SynthID sentenzia sull’immagine specchiata che
In sintesi, pur non essendoci una firma digitale univoca di Google AI, gli elementi di contesto e le verifiche giornalistiche suggeriscono fortemente che l’immagine sia stata creata artificialmente. Per maggiori informazioni su come Google affronta i contenuti generati dall’AI, puoi consultare support.google.com/gemini?p=synthid.
Rifacendosi a quello che noi stessi abbiamo visto: la presenza di un falso positivo o negativo non comporta affatto che una immagine sia vera o falsa, non senza il controllo necessario di un essere umano.

Il “fact checking via AI” ha ancora fortissimi limiti che possono essere sfruttati dai diffusori di contenuti virali e che rendono l’opera del fact checker ancora più essenziale.
Conclusioni
Le presunte immagini di Zelensky con Epstein sono create con Google AI.
Lo sono in quanto “sull’originalissimo” pubblicato su un sito “doppelganger” in lingua russa compare chiaramente il marchio SynthID che l’autore si è dimenticato di obliterare ricorrendo a mezzucci tecnici, e lo sono in quanto, anche prescindendo dal SynthID, in nessuna parte della Epstein Library compaiono foto o menzioni del presunto incontro.