Deputato leghista dà sardine in pasto a maiali, è polemica per post Facebook: #suiniconsalvini

di Bufale.net Team |

La rivalità zoologica tra le sardine, il movimento apartitico contro il modo sovranista di vedere la politica e il bizzarro corteggio di animali che si cerca di opporre sta rendendo questa campagna elettorale che verrà qualcosa di tassonomico. Come il nuovo hashtag #suiniconsalvini. Forse di successo futuro, forse no, è molto presto per dirlo, ma i precedenti non lasciano ben deporre.

Linneo stesso ne sarebbe stupito. E sicuramente i nostri lettori che si affollano nella posta a segnalarci ogni tentativo variamente zoologico lo sono.

E prima sono arrivati i Pinguini che mangiano le sardine. Ignorando, come facevamo notare a suo tempo, che trovare un pinguino europeo è difficile come trovare un elefante delle foreste milanesi.

O il leggendario Babbala...
O il leggendario Babbala…

Seguiti a ruota dai Gattini per Salvini, anche loro mangiatori di sardine.

Come messaggio nazionale e autarchico stiamo messi meglio, anche se

Un eccesso di pesce nel gatto può causare problemi alla tiroide, allergie e carenze di vitamine, quindi è molto importante non abusarne.

E quindi comprendiamo che ci sia stato qualche problema.

La new entry

Ma ecco che dalla commissione Agricoltura insediata, in quota Lega, arriva l’ultimo totem zoologico per proteggere il sovranismo dalle sardine: il maiale mangiatore di sardine, i #suiniconsalvini

"Questa sera sardine per cena: i miei suini sono buongustai"
“Questa sera sardine per cena: i miei suini sono buongustai”, #suiniconsalvini

Maiali di una azienda agricola messi in posa per uno scatto politico.

I suini hanno moltissime qualità: sono intelligenti, da essi si ricavano diversi prodotti utili, alimentari e non (da cui il proverbio del maiale non si getta mai nulla), e pare ora siano anche molto fotogenici.

Certo, anche in questo caso non è che sia usuale per un maiale nutrirsi di sardine, ma essendo il maiale onnivoro una licenza poetica-elettorale ci sta.

Anche se l’effetto, più che creare un totem di aggregazione, è stato l’effetto sorpresa. Siamo già a dieci segnalazioni che ci chiedono se ciò che abbiamo letto sia un fake o meno. Abbiamo controllato: non lo è, e lo abbiamo pure archiviato.

Ma se il prodotto della tua comunicazione social è il dubbio se la stessa sia un falso, probabilmente la stessa va riprogettata.

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