Profili giuridici di una chiamata al citofono

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Profili giuridici di una chiamata al citofono Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un post. Un post perito, tecnico, ineccepibile, dell’ineffabile professor Guido Saraceni

Ci chiediamo perché segnalarcelo. È assai puntuale e molto autoesplicativo. Agisce secondo ipotesi, come nel miglior parere giuridico reso da un professionista ad un tecnico

Sull’uso della formula dubitativa

Effettivamente, l’obiezione del Saraceni è corretta.

Esiste una corposa giurisprudenza, riguardo all’esposizione di fatti per mezzo dei media e degli strumenti di informazione che equipara alla condotta diffamatoria i casi in cui

le espressioni dubitative, come quelle insinuanti, allusive, sottintese, ambigue, suggestionanti, possono infatti essere idonee ad integrare il reato di diffamazione,quando per il modo con cui sono poste all’attenzione di coloro che ascoltano, fanno sorgere in costoro un atteggiarsi della mente favorevole a ritenere l’effettiva rispondenza a verità dei fatti narrati (cfr. Cass. pen. sez. V, 8 giugno 1992, nella specie si trattava di notizie in forma dubitativa).

Ma proviamo a ricorrere ad un esempio semplice.

Caio sta passeggiando per la via. Goccediluna07, la fanciulla “un pochitto pazzerella” che usiamo come esempio di giovane blogger dall’entusiamo superiore alla conoscenza.

Goccediluna07, estratto dalla borsettina fucsia il cellulare di ordinanza e sciolte le lunghe chiome si pianta a gambe larghe davanti a Caio esclamando a voce ben alta in modo che lo streaming la riprenda

E’ vero che sei un criminale? I miei fans mi hanno scritto che sei un criminale! Io non lo so se sei un criminale, quindi chiedo, ma i miei fans mi hanno scritto nella posta e nei commenti che tu vai di notte negli zoo e picchi selvaggiamente i piccoli cuccioli di panda davanti alle loro madri usando un cucciolo di foca come mazza, e loro, non io eh? Loro dicono che provi un forte godimento sessuale nell’infliggere dolore a quei piccoli animaletti! Sarebbe gravissimo se lo facessi, vuoi dire ai miei fans se lo fai?

Secondo la Cassazione, Caio potrebbe recriminare un’ipotesi diffamatoria a carico di Goccediluna: lo streaming sarebbe indubbiamente suggestivo, la situazione tesa a opporre le “testimonianze dei fans” e il peso mediatico di Goccediluna07 di fronte all’anonimo Tizio mandato in streaming con delle gravi insinuazioni.

Non lo si dice esplicitamente: ma presentare un video in cui un soggetto chiede ad un altro soggetto se compie dei crimini, dichiarando la necessità di controllare, non potrebbe essere a sua volta insinuazione? Parlando di un parere tecnico, sì.

Parimenti, se la diffamazione è l’attribuzione a terzi di fatti lesivi dell’onore e della reputazione, l’ingiuria è l’attribuzione diretta. Nell’esempio, Caio potrebbe benissimo sentirsi ingiuriato in quanto Goccediluna07, sia pur in forma dubitativa, gli ha dato del pervertito che massacra i cuccioli di foca e panda per trarne piacere e godimento.

Sull’ipotesi di violenza privata

L’ipotesi di violenza privata

si consuma nel momento in cui l’altrui volontà venga coartata a fare, tollerare o omettere qualcosa, per cui sussiste il reato di violenza privata consumata – e non tentata – allorquando il soggetto passivo, per effetto della violenza o della minaccia, sia privato, anche momentaneamente, della sua autonoma libertà di determinazione e di azione dalla quale derivi una condotta diversa da quella specificamente voluta dall’agente (cass. n. 11624/1982).

Ovviamente, se Goccediluna07 decidesse di bussare alle porte di casa di un tale, non si configurerebbe niente.

Ma in questo caso non siamo di fronte ad una Goccediluna07 qualsiasi. Siamo di fronte ad un Senatore della Repubblica, personaggio politico di chiara e risaputa fama, accompagnato da giornalisti e polizia.

In una situazione idonea, come sollevato dal Saraceni, a costituire in capo all’abitante della dimora una coartazione della libertà di azione.

Immaginate di essere in un bar. Arriva un omino a caso e vi dice

esci fuori di qui che devo dirti una cosa

Ma il giorno dopo arriva il vostro datore di lavoro, accompagnato da guardie del corpo e persone con autorità su di voi e vi dica la stessa cosa.

Agireste nello stesso identico modo? O nel secondo caso la vostra libertà di azione sarebbe coartata dal timore reverenziale di conseguenze anche irreali, ma dettate dalla situazione?

Sulla privacy

Anche sulla privacy, abbiamo, di fatto un indirizzo facilmente rintracciabile, e da esso la facoltà di risalire a nomi e dati sensibili di persone di nessuna rilevanza ai fini del diritto all’informazione.

In conclusione

Il post dell’esimio avvocato e professor Guido Saraceni, regge alla prova del c.d. “Secondo Parere” secondo i consulenti di questa pagina.

È indubbiamente un post ricco di spunti ed elementi di discussione corretti, reso chiaro ai più.

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