PRECISAZIONI Rapiscono gatta della vicina per sfamare i loro pitbull – Bufale.net

di David Tyto Puente |

PRECISAZIONI Rapiscono gatta della vicina per sfamare i loro pitbull – Bufale.net Bufale.net

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In tanti ci chiedono di verificare la notizia riguardante una gatta che sarebbe stata data in pasto a dei pitbull. Il fatto sarebbe avvenuto a Roma il giorno di Pasqua.
La notizia si è rivelata estremamente virale, considerando i fattori “maltrattamento di animale” e “immigrati” (gli accusati sono stranieri). La gatta, purtroppo deceduta, è diventata un simbolo per gli animalisti (e non solo).
Quella raccontata è una storia cruda e raccapricciante che ha scatenato l’ira e la voglia di “giustizia da Social“, dove numerosi “leoni da tastiera” hanno iniziato a condividere nomi, foto e indirizzi degli accusati, arrivando addirittura a minacciarli.
Si ha traccia di questa storia a partire dal sito Tiburno.tv, con un articolo del 6 aprile 2015 (ore 07:47) dal titolo “Corcolle – Rapiscono la gatta della vicina e la danno in pasto ai pitbull. Morta dopo atroci sofferenze“, successivamente riportata da quotidiani e siti di informazione come Ilquotidianodellazio.it (6 aprile 2015), Repubblica.it (7 aprile 2015), Today.it (7 aprile 2015), Blitzquotidiano.it (7 aprile 2015), Vnews24.it (7 aprile 2015) e via andando.
Esistono, da quanto si legge, due versioni della storia: quella della padrona della gatta e quella degli accusati. Secondo la prima la gatta sarebbe stata rapita per darla in pasto ai quattro pitbull dei vicini. Gli accusati, invece, sostengono che la gatta si sarebbe trovata da sola tra i cani.
Quale sarà la versione vera e quale quella falsa? Dobbiamo tutti attendere quanto verrà dichiarato in seguito ad un probabile giudizio in tribunale, quindi dalle autorità competenti. Il fatto risulta comunque grave, in un caso o nell’altro, visto che a rimetterci è stata la povera gatta, ma non sta al “mondo Social” fare giustizia.
Su questa storia è stata creata una petizione online dal sito Firmiamo.it. Le petizioni lasciano il tempo che trovano siccome l’unico modo per procedere è la denuncia, sul quale coloro che hanno condiviso nomi, foto e indirizzi degli accusati rischiano di incappare, visto quanto dichiarato dall’avvocato degli accusati:

l’avvocato Andrea Quintigliani, […] annuncia “iniziative legali contro chiunque abbi diffuso sui social network indirizzi, foto e nomi dei suoi assistiti e rivolto offese e minacce nelle ultime ore”.

Secondo quanto riportato da Vnews24.it, tra le accuse rivolte ai vicini e proprietari dei cani ci sarebbero anche quelle di minacce:

Stiamo parlando di gente che ha minacciato di ucciderci. Ci hanno urlato di tutto, di volerci sgozzare.

Oltre a questo, tramite i social gli accusati potrebbero aver peggiorato ulteriormente la loro situazione.
Ci potranno essere dei risolti anche su questo fatto riportato dai media, visto che i poliziotti arrivati sul posto avrebbero fatto l’esposto in merito, ma anche in questo caso si dovrà attendere il giudizio delle autorità competenti.
Ricapitolando:

  • un fatto è senz’altro certo, ed è quello della gatta ferita a morte dai cani;
  • sulle dinamiche dell’accaduto abbiamo due versioni diverse, di cui al momento nessuno è in grado di dimostrare con certezza;
  • si dovrà attendere l’eventuale processo in tribunale, anche in merito alle accuse di minacce;
  • in merito al tribunale, dal profilo Facebook della proprietaria della gatta si evidenzia il fatto che ci sarebbero dei testimoni, i quali dovranno presentarsi in tribunale se chiamati;
  • gli accusati si sarebbero fatti notare pubblicamente sui Social, attaccando ulteriormente e peggiorando probabilmente la loro situazione;
  • la storia raccontata ha scatenato i “leoni da tastiera” nel mondo Social, divulgando nomi, indirizzi e foto degli accusati, scatenando a loro volta insulti e minacce nei loro confronti;
  • coloro che hanno condiviso nomi, indirizzi e foto degli accusati, e coloro che li hanno insultati e minacciati, rischiano a loro volta di essere denunciati.

Sui casi di “linciaggio mediatico“, o “linciaggio Social“, ne abbiamo parlato in un precedente articolo dove riportiamo le considerazioni di Marcovalerio Cervellini: “Genova, pestaggio di una dodicenne: le responsabili sono state assicurate alla giustizia. Segnaliamo le pagine“.

AGGIORNAMENTO ore 12:40

L’account Facebook di Natasha (https://www.facebook.com/natashaspiotta), la proprietaria della gatta, non è più disponibile, così come i contenuti riportati nell’articolo in merito ai testimoni e ai commenti diffusi dagli accusati.

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