PRECISAZIONI Ragazza dorme per strada il comune dice ” non posso aiutarti non sei profuga” – bufale.net

di Shadow Ranger |

PRECISAZIONI Ragazza dorme per strada il comune dice ” non posso aiutarti non sei profuga” – bufale.net Bufale.net

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Ci segnalano i nostri contatti la seguente notizia, targata Gazzetta della Sera

Ragazza dorme per strada : Questa incredibile vicenda è successa a Bresso, Veronica Crotti 35 anni è costretta a vivere in strada da 2 settimane, intervistata accetta di raccontare la sua storia,” tutto è cominciato quando mi sono trovata senza lavoro e di conseguenza senza casa, ero disperata ma un amico mi ha portato in una casa dicendo che era sua, 15 giorni fa si è presentato il padre di quel ragazzo, vero proprietario dell’immobile che si è arrabbiato tantissimo e mi ha costretto uscire subito con tutte le mie cose”racconta Veronica.

La ragazza disperata si rivolge al comune ma la risposta è stata molto sconcertante,”non possiamo farci niente rivolgiti ai dormitori” la ragazza spiega che per lei non è una soluzione, soffre di attacchi di panico e prende farmaci per quella patologia, ho bisogno di tranquillità.

Così Veronica va a dormire in stazione a Bruzzano per 11 giorni poi tenta di nuovo la strada del comune, si piazza davanti, il sindaco arriva verso le 8 di sera ma nel frattempo la gente che passava l’ha vista e hanno fatto una colletta per aiutarla a prendere una camera in albergo.

L’incontro con il sindaco non ha dato comunque risultati, ha detto che 2 settimane per strada sono poche  e che un mese e mezzo di residenza nel comune non basta e non si può fare niente.

Il sindaco però l ha accompagnata in un albergo di via  Ornato a Milano e quando la ragazza ha pagato con i soldi della colletta dei cittadini, ha pagato lui la differenza che mancava.

Questa vicenda ha indignato i cittadini italiani, facendo commenti come ” se sei italiano puoi morire di fame e in mezzo alla strada, lo stato aiuta i clandestini senza averne nemmeno diritto, per loro ville, alberghi e telefoni, per i nostri poveri che hanno perso il lavoro e la casa non fanno niente e dormono sulle panchine”, poi precisano che non si tratta di razzismo ma di giustizia per il popolo italiano.

Forse la (come vedremo) falsa indignazione dei presunti cittadini italiani, anonimi ed usati come “fonte ulteriore” non consta di razzismo, ma sicuramente chi ha rilanciato tale indignazione e chi, odiernamente, vi si è accostato difetta della virtù che noi riassumiamo col tag #ioverifico e che voi amati lettori invece adottate fino ad essere in grado di diffonderla.

La notizia infatti fa parte del ricco filone di notizie un tempo vere, ma superate, munite di qualche dettaglio artefatto ed illazione e “riambientate” ai giorni nostri.

La testata riportata cita infatti come data del presunto evento il 28 Maggio 2016, quindi oggi, o meglio, le due settimane precedenti.

In un loop di fonti artificioso la fonte viene indicata nel portale news24europa, il quale alla voce “Fonti” riporta un falso link non cliccabile.

La vera fonte è il portale milanotoday.it. Del due Agosto 2015.

La notizia di Milanotoday si snoda simile… tranne per l’ultimo capoverso. Dove i due portatili citati, con un errore che fomenta la viralità della notizia Perlana (una notizia “riciclata come nuova”), trasformano ancora una volta (con la stessa tecnica che abbiamo visto in passato) il due agosto in un moderno Giorno della Marmotta destinato a ripetersi ogni volta che ci sarà bisogno di indignazione facile ed aggiungono poi un presunto riferimento agli immigrati, trasformato poi ulteriorimente in un titolo clickbait, la testata riportava il seguente explicit (preceduto da un testo maggiormente completo):

Una ragazza è costretta a dormire per la strada da circa due settimane. La giovane, Veronica Crotti di 35 anni, ha accettato di parlare con MilanoToday per raccontare la sua storia. Tutto inizia con un inganno: “Mi sono fidata di una persona che, sapendo che non avevo più né una casa né un lavoro, mi ha invitata in un appartamento a Bresso dicendomi che era suo e che lui sarebbe tornato tra qualche mese”.

“Quattordici giorni fa, però, si è presentato il padre di quella persona, vero proprietario della casa”, continua Veronica: “Si è arrabbiato molto e mi ha costretta ad andarmene con le mie valigie”. La giovane si è rivolta ai servizi sociali del comune di Bresso e ha parlato con gli assistenti sociali e l’assessore, Patrizia Manni. “La risposta è stata che non potevano fare nulla e di rivolgermi ai dormitori”, spiega Veronica. “Purtroppo, però, soffro di gravissimi attacchi di panico e prendo anche farmaci per questo. Ho bisogno di tranquillità”.

Così la 35enne è andata a dormire alla stazione di Bruzzano per undici giorni. Poi ha deciso di ritentare la strada del comune e si è piazzata davanti al municipio di Bresso, venerdì 31 luglio. Il sindaco si è presentato verso le otto di sera. Nel frattempo, durante la giornata, alcuni cittadini – mobilitati sia avendola vista di persona sia attraverso Facebook – hanno fatto una colletta per garantirle un albergo.

L’incontro con il sindaco, però, non ha avuto molto successo. “Mi ha detto che due settimane per strada sono ‘poche’ e che, avendo la residenza a Bresso da un mese e mezzo, non si può fare niente”, spiega Veronica. Il primo cittadino l’ha accompagnata comunque in un albergo di via Ornato, a Milano, insieme ad altre persone. Alla reception, mentre la giovane tirava fuori i soldi della colletta, lui ha messo la differenza.

Così, per due notti, Veronica ha potuto dormire in albergo. Nella notte tra domenica e lunedì, però, salvo “miracoli”, sarà ancora all’aperto. Lunedì mattina, poi, è previsto un nuovo incontro con i servizi sociali. Veronica ci spera, anche se – per come è andata la prima volta – teme che la risposta non sarà positiva.

E, contrariamente alle aspettative di Veronica, e contrariamente alla prognosi inizialmente nefasta del sindaco, cagionata, ricordiamo, non dall’immigrazione ma dal fatto che la ragazza non fosse un’abitante di quel comune se non da un tempo irrisorio, non potesse usufruire dei dormitori a causa di una patologia e fosse stata aiutata dal sindaco a reperire un alloggio alternativo, la situazione alla fine si è sbloccata in modo del tutto positivo.

Riporta Treviglio.tv del 4 agosto:

Lieto fine per la ragazza di 35 anni che, a Bresso, dormiva da circa due settimane per la strada, e a cui il comune aveva praticamente negato un aiuto concreto ed immediato consigliandole semplicemente di rivolgersi “ai dormitori”. MilanoToday l’ha intervistata domenica 2 agosto.

Lo stesso pomeriggio, la protezione civile, che già conosceva la sua situazione, si è recata a Bresso da Veronica. Si è presentata fin dal primo pomeriggio anche una persona che ha offerto un alloggio alla giovane. La protezione civile ha verificato la serietà dell’offerta e così Veronica ha potuto fidarsi, finalmente, di qualcuno. La ragazza ha già trascorso la nottata in una casa e ora è più tranquilla.

La situazione si è dunque risolta, grazie ai buoni uffici della Protezione Civile e l’aiuto di un privato, in quindici giorni, a due giorni dall’intervento del Primo Cittadino.

Usiamo il tag precisazioni solamente in quanto evidentemente borderline: per quel che riguarda lo scrivente, diffondere solo metà di una notizia, modificandone artificiosamente i connotati temporali ed introducendo il tema caldo del momento (in questo caso l’immigrazione) si pone esattamente a cavallo tra bufala e precisazione.

Ed è di molto più insidiosa: l’apparente veridicità della mezza notizia riportata inganna infatti i meno esperti i quali, limitandosi acriticamente a cercare il testo della notizia su Google, saranno portati a dichiarare l’assunto veritiero senza soffermarsi a valutare se, come in questo caso, la vicenda ha avuto un seguito, e quando tale seguito si è svolto.

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