PRECISAZIONI Dati immigrazione in Italia: lo studio iniziale UNHCR era incompleto

di Redazione Bufale |

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La questione dei dati immigrazione in Italia sta tenendo banco da diversi giorni, anche sui social. Da un lato abbiamo chi minimizza il problema, affermando che al netto di tutte le polemiche recenti, l’Italia sia uno dei Paesi europei che vede presente pochi immigrati rispetto alla popolazione locale. Dall’altro, invece c’è chi sostiene che la statistica iniziale fornita direttamente da UNHCR è incompleta. Insomma, non si tratterebbe di una bufala o di un errore, ma di una tabella che è circolata moltissimo su Facebook e che al contempo non mette bene a fuoco la vicenda.

Proprio nel tentativo di andare più a fondo nello studio riguardante i dati immigrazione in Italia, abbiamo deciso di approfondire un post Facebook che va controcorrente rispetto a quelli che in qualche modo invitano l’Italia ad assumere maggiori responsabilità, partendo appunto dall’assunto che il numero di immigrati rapportato a quello dei cittadini italiani in realtà non sia così alto. L’intervento di Gianluigi Fiorillo, in effetti, consente di inquadrare tutta la situazione sotto un altro punto di vista

Lo studio UNHCR originale è inattaccabile, ma allo stesso tempo incompleto. In primo luogo mancano alcuni Paesi, in primis la Spagna, verso cui sono stati avanzati moltissimi confronti in questi giorni dopo l’apertura del porto di Valencia. In seconda istanza, il dato contempla solo i “rifugiati” e non i “richiedenti asilo”. Il dato aggregato che potrete trovare nella “GLOBAL TRENDS FORCED DISPLACEMENT IN 2016“, con apposito link, presenta una situazione diversa da quella che ci è stata presentata. Eccola qui di seguito.

In questo modo, se vogliamo, assume un altro significato anche la recente presa di posizione da parte di Salvini, che come vi abbiamo ricordato pochi giorni fa ha affermato senza mezzi termini che il caso Aquarius sarà solo il primo di una lunga lista, in riferimento al nuovo approccio dell’Italia sul tema immigrazione.

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