PRECISAZIONI Dichiarazione del candidato 5 Stelle sulle trivelle in Lombardia

di Luigi De Conti |

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Nella pagina di FB del candidato sindaco di Milano per il movimento 5 stelle, Gianluca Corrado, qualche giorno fa è comparso un post nel quale, facendo riferimento alla posizione del movimento riguardo al prossimo referendum del 17 aprile sulle trivelle, si accennava al fatto che anche in Lombardia esistono impianti di trivellazione e stoccaggio di gas.

“Lo sapete che le attività di trivellazione e stoccaggio gas sono molto diffuse anche sul territorio della Lombardia, in particolare nel sud della regione (17 concessioni di trivellazione e 6 concessioni di stoccaggio gas)?”

Dopo codesta affermazione, sui vari social network sono partiti tutta una serie di commenti di presa in giro nei confronti del suddetto candidato sindaco, dando per scontato che Corrado avesse le idee un po’ confuse riguardo alla posizione geografica della regione Lombardia.  Ma sarebbe bastato andarsi a leggere il link al quale faceva riferimento il candidato sindaco per capire che il rappresentante dei 5 Stelle non aveva fatto alcuna gaffe; sono davvero presenti alcuni impianti di estrazione e stoccaggio del gas sul suolo lombardo.

Il problema è che il referendum del 17 aprile si riferisce agli impianti off shore dell’Adriatico. In pratica i cittadini sono chiamati a deciderne la chiusura oppure far sì che continuino l’attività di estrazione approvando il rinnovo delle concessioni. Niente che riguardi, quindi, gli impianti sul suolo italiano; ma anche questa affermazione sembrerebbe un’altra gaffe da parte del movimento 5 stelle. Sempre leggendo l’articolo originale, si capisce che però si conosce bene codesta distinzione ma si vuole, in qualche modo, far intendere che  la vittoria dei SI al referendum potrebbe essere un primo passo per fermare anche le trivellazioni  e stoccaggio di gas sul territorio, almeno in Lombardia.

Quello che è  veramente inesatto, nel discorso sulle trivellazioni, è che le cause terremoto dell’Emilia del 2012  sarebbero collegate alle estrazioni di gas proprio in qui luoghi. Si cita il rapporto della Commissione scientifica internazionale ICHESE che, secondo l’articolo a firma del Movimento 5 Stelle Lombardia, NON escluderebbe che il sisma sia stato causato proprio dalle trivellazioni.

Ovviamente i risultati della commissione scientifico/tecnica in realtà ESCLUDONO qualsiasi correlazione con le trivellazioni, come si può leggere nel documento integrale, anche perché nella zona non erano stata autorizzata nessuna attività di estrazione e ricerca in tal senso.

“Nella zona è inoltre inclusa l’area del progetto Rivara per un sito di stoccaggio di gas naturale in acquifero, cui si riferisce il primo quesito posto alla Commissione. Dopo aver analizzato la documentazione fornita dalla Compagnia Independent Gas management e preso visione della dichiarazione del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), il quale ha certificato che non era stata concessa alcuna autorizzazione per attività minerarie e che non risulta sia stata effettuata alcuna attività di esplorazione mineraria negli ultimi 30 anni, la Commissione ritiene che la risposta al primo quesito sia NO.”

Per primo quesito, si fa riferimento alla domanda se le scosse che hanno colpito quella zona fossero state innescate dalle indagini invasive con perforazioni profonde ed immissioni di fluidi nel sottosuolo.

Leggermente diversa la risposta riguardo lo stoccaggio di gas naturale: in questo caso  la commissione non ha potuto stabilire una correlazione con la scossa che ha colpito Mirandola.

“La Commissione ritiene altamente improbabile che le attività di sfruttamento di idrocarburi a Mirandola e di fluidi geotermici a Casaglia possano aver prodotto una variazione di sforzo sufficiente a generare un evento sismico “indotto”. L’attuale stato delle conoscenze e l’interpretazione di tutte le informazioni raccolte ed elaborate non permettono di escludere, ma neanche di provare, la possibilità che le azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di Mirandola possano aver contribuito a “innescare” l’attività sismica del 2012 in Emilia…”

“ La predizione dei terremoti è come la ricerca del Santo Graal alla quale si sono dedicate generazioni di studiosi, e mentre si sono fatti significativi progressi nel campo della previsione probabilistica, al terremoto innescato è un particolare tipo di terremoto tettonico, nel quale piccoli effetti prodotti da attività umane hanno anticipato il momento in cui il terremoto sarebbe avvenuto e pertanto è ancora più difficile da trattare. Più semplice è il caso della sismicità indotta, in quanto le azioni umane hanno una influenza significativa; pertanto possono essere studiate variazioni nelle metodologie operative utilizzabili per abbassare significativamente la probabilità di questi eventi. Sistemi di monitoraggio con livelli crescenti di allarme (i cosiddetti sistemi a semaforo) sono in effetti stati sviluppati e applicati solo per casi di sismicità indotta.”

E poi conclude:

“Lo studio effettuato non ha trovato evidenze che possano associare la sequenze sismica del maggio 2012 in Emilia alle attività operative svolte nei campi di Spilamberto, Recovato, Minerbio e Casaglia, mentre non può essere escluso che le attività effettuate nella Concessione di Mirandola abbiano avuto potuto contribuire a innescare la sequenza.”

Invece l’esperto del “Movimento 5 Stelle Lombardia” sostiene che la commissione ha ammesso che non si possono escludere correlazioni tra le attività sismiche e le attività di sfruttamento degli idrocarburi. Ma abbiamo visto che il rapporto non dice questo. E’ una mistificazione metterla nei termini qui sopra riportati. Anche perché in Emilia non ci sono nemmeno state attività di estrazione, come si evince dal rapporto originale, ma solo di stoccaggio.

In definitiva, ci troviamo di fronte a una dichiarazione da parte di un candidato sindaco  mal interpretata dai detrattori del M5S che però fa riferimento a un’analisi che, come abbiamo visto, contiene effettivamente palesi inesattezze tecnico/scientifiche su questioni che col referendum del 17 aprile non hanno nulla a che fare.

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