PRECISAZIONI Birre e vini contengono vesciche di pesce – Bufale.net

di JessicaC |

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Birre e vini contengono vesciche di pesce? Non tutti. Partiamo dalle birre.
Soprattutto in quella artigianale, quindi nella sua forma più pura, la birra dovrebbe essere costituita da quattro ingredienti principali: acqua, malto, luppolo e lievito (utilizzato spesso anche il limone, o altri ingredienti di origine vegetale).
Partendo dalla macinazione del cereale utilizzato per estrarne l’amido si passa poi alla fase detta “ammostamento”, considerata la più importante, dove si va a miscelare acqua calda e il cereale precedentemente macinato, dopodiché si passa alla fermentazione. Ed è proprio in questa fase che possono entrare in gioco alcuni prodotti “non vegetali”, e quindi sconsigliati per chi segue una dieta vegetariana o addirittura vegana. Per rendere la birra limpida e cristallina possono essere utilizzati alcuni ingredienti particolari. Si tratta ad esempio della la colla di pesce, disciolta in acqua tiepida. L’utilizzo di questa tecnica non è nuovo, il suo uso nella birra è documentato da almeno 300 anni.
Stiamo parlando della stessa “colla di pesce“, o comunemente conosciuta come “gelatina”, usata per i dolci. Originaria della Russia, viene prodotta utilizzando la vescica natatoria dello storione o di pesci simili e dalla cartilagine di pesce. Oggi vengono prodotte anche utilizzando la cotenna del maiale insieme a ossa e cartilagini di origine bovina. Nelle etichette viene spesso denominata E441.
Esistono però delle alternative vegetariane, come l’agar-agar, la carragenina e la pectina.
Ripetiamo e sottolineiamo quanto scritto sopra in rosso: la colla di pesce PUÒ essere usata, ma non necessariamente, possiamo considerarlo un “trucchetto”, utilizzato per moltissimi prodotti. È uno dei metodi che si possono utilizzare per rendere la birra più limpida (dal sito Birraiolo.it ne troviamo alcuni, dove è citata anche la colla di pesce). Troviamo altre informazioni dai siti Mondobirra e Hobbybirra.
Per quanto riguarda i vini caseina e albumina vengono principalmente utilizzati per rendere più limpido il prodotto. Per accelerare il processo di chiarificazione possono essere usati metodi fisici (filtrazione) o chimici, ed è proprio in questi ultimi che vengono usate queste sostanze o di origine animale (gelatina, sangue bovino, albumina, caseina, colla di pesce) o minerali. Il problema può quindi sorgere per i soggetti allergici a latte e uova ad esempio, poiché seppur in quantità minime qualche traccia può rimanere, oppure per i vegani, che non si cibano di nessun tipo di proteina animale. È importante però sottolineare che le etichette devono obbligatoriamente indicare se il prodotto “contiene latte o derivati” o “contiene uova e derivati”.
Per quanto riguarda il sangue bovino, questo non può più essere utilizzato nel processo di chiarificazione, poiché vietato dall’Ue durante gli anni dello scandalo mucca pazza. Prima veniva però largamente utilizzato, spesso per nascondere la bassa qualità del prodotto, ma attualmente solo caseina, gelatina, colla di pesce o composti minerali come la bentonite, la silice o il ferrocianuro di potassio e l’acido metatartico sono legali nel processo produttivo.
Volete sapere quali sono le birre o i vini adatti per chi sceglie una dieta vegetariana o vegana? Il sito Barnivore.com ne riporta l’elenco (vi invitiamo a leggere quello italiano per le birre e quello italiano per i vini).
 

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