PRECISAZIONI Banane in via di estinzione – Bufale.net

di Daniel Puente |

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bananas
Ci è stato richiesto alla nostra pagina di facebook di verificare l’attendibilità della notizia riguardante l’estinzione delle banane commerciali. La faccenda è facilmente fraintendibile come bufala, tuttavia ha un fondo di verità e tale possibilità potrebbe non essere poi tanto remota, come sottolineano alcuni enti giornalistici come la CNN, ABC, Fox News e BBC. Cercando nei media nostrani, abbiamo trovato articoli su siti come Wired e Repubblica. Ma cosa sta accadendo con esattezza? E’ già successo qualcosa di simile in passato? In questo articolo proveremo a spiegare nel dettaglio gli accadimenti, iniziando con la storia di questo frutto e delle strategie attuate, in passato e nel presente, dalle aziende del mercato delle banane e una infarinatura di biologia per comprendere i meccanismi della malattia.

Storia

Si può pensare che le banane che conosciamo oggi siano molto antiche, eppure sono il frutto di incroci e selezioni, alcune avvenute attorno al 19° Secolo (altre poco prima). In quegli anni una varietà era particolarmente apprezzata e diffusa in buona parte del mondo, la Gros Michel, anche negli Stati Uniti con il nome di Big Mike. La sua origine (ne parleremo dopo più approfonditamente, ma non troppo) è avvenuta nelle regioni del Sud-Est asiatico, nella Penisola Malese, a seguito di incroci e selezioni varie. Per le sue peculiarità di conservazione e maturazione, è diventato presto uno dei prodotto più esportati da quella regione, fino a raggiungere anche il continente americano. Sono state selezionate nel mentre diverse varianti del tema, come il Platano, la Banana Rossa, Latundan e il Gros Michel. Sfortunatamente, l’ultimo ha avuto una vita relativamente breve, all’incirca il secolo, poiché una epidemia che colpiva pesantemente le piantagioni di questa varietà, denominata Malattia di Panama (causa fungina), e la produzione iniziava a risentirne. Per poter continuare a produrre e commercializzare, le aziende hanno dovuto ripiegare forzatamente, verso gli anni 70, alla varietà che conosciamo e che compriamo spesso al supermercato, la Cavendish. Questa varietà è discretamente più vecchia, era già conosciuta da alcune popolazioni delle Isole delle Canarie dal 15° Secolo. Entrò nel commercio nel 1903 e non ebbe molto successo, fino a quando la malattia di Panama non iniziò a creare problemi alla Gros Michel, arrivando poi alla completa sostituzione della varietà. Pensando che questa varietà fosse più resistente al fungo, e considerando anche che cresceva sugli stessi terreni, si pensò allora di avviare la sostituzione. Ad oggi la Gros Michel è diventata molto rara al mondo.
Tuttavia, la faccenda venne sottovalutata. Il fungo responsabile della fine della Gros Michel (o quantomeno della sua scomparsa dal mercato), a seguito di una mutazione, ha iniziato ad attecchire anche sulla Cavendish. La sua distribuzione è partita intorno al 1990, come riporta la CNN con il video allegato al loro articolo, partendo dalla Malesia, coinvolgendo le coltivazioni dell’Indonesia, Taiwan, Filippine, Thailandia, Cina, Papua Nuova Guinea, Australia, Pakistan, Giordania, Libia, fino in Mozambico nel 2013. Al momento non sembra aver raggiunto il Sud America e gli Stati Uniti e la possibilità che possa coinvolgere anche queste non è da escludere, tuttavia è in corso d’opera la ricerca di una soluzione, poiché, solo in Mozambico, stanno perdendo 15.000 piante alla settimana, traducibili come $236,000 alla settimana (fonte CNN).
L’articolo continua con le analisi “Biologia” e “Botanica”, seguite da “Eziologia” ed “Epidemiologia”.
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