PRECISAZIONI Appendino accusata di mentire sul caso Asproni – bufale.net

di Redazione-Team |

PRECISAZIONI Appendino accusata di mentire sul caso Asproni – bufale.net Bufale.net

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La storia la conoscete tutti, credo. Sostanzialmente, a  seguito di  una lunga estate di dissidi tra l’attuale sindaco di Torino e Patrizia Asproni, ex Presidente della Fondazione Torino Musei,  su L’Unità del 4 Novembre 2016 leggiamo:

Patrizia Asproni, l’ex Presidente della Fondazione Torino Musei, avrebbe chiesto più volte, a partire dal 22 giugno, di essere ricevuta da Chiara Appendino. A denunciarlo, in consiglio comunale, è il consigliere comunale Alberto Morano, che ha dichiarato di essere in possesso di mail che lo provano. Ma non è tanto la richiesta a mettere nei guai la prima cittadina pentastellata di Torino, quanto le dichiarazioni pubbliche rese a tal proposito. Ma andiamo con ordine.

La  querelle dura da settimane e ha coinvolto vari soggetti istituzionali, dalla neo sindaca di Torino Chiara Appendino, all’assessore alla Cultura Francesca Leon, alla presidente della Fondazione Torino Musei Patrizia Asproni, fino all’ex sindaco Piero Fassino. Tutto la vicenda ruota attorno alla  mostra di Manet, che si sarebbe dovuta tenere il prossimo autunno nel capoluogo piemontese e che invece non si farà. Se a questo si abbina la rinuncia della città al Torino Jazz Festival, si può comprendere meglio il clima incandescente e le critiche che l’amministrazione pentastellata sta subendo. Critiche che si sono moltiplicate dopo le dimissioni della presidente della Fondazione Torino Musei Patrizia Asproni che ha accusato l’amministrazione a Cinque stelle di non averla ricevuta spingendola alla fine a fare un passo indietro.

La querelle è alla fine  esplosa nelle dimissioni della Asproni e nelle pubbliche accuse del consigliere comunale Morano, il quale replica alle accuse della Appendino di aver rifiutato l’interlocuzione con la Asproni per poi accusarla, sostanzialmente, di non aver interagito con lei, accusando la seconda di aver mentito.

Andando a ritroso troviamo però, già in tempi non sospetti (ma molto prossimi all’esplosione dell’autentica granata politica) una dichiarazione del sindaco:

Su questa sedia questa mattina alle 12 doveva essere seduta Patrizia Asproni, la ex-direttrice della Fondazione Torino Musei. Non è venuta, e della sua defezione ho saputo soltanto ieri sera attraverso un’anticipazione del Corriere della Sera.

Visto che siamo sul tema e che a più riprese si è sentita la frase “La sindaca non ha mai voluto incontrarmi” iniziamo a chiarire questo punto. Il 19 luglio i miei uffici protocollano una richiesta di incontro da parte dell’allora direttrice Asproni, la quale fa riferimento a una precedente richiesta risalente al 19 giugno (di cui però i miei uffici non hanno traccia). Fine. Queste sono stati i suoi contatti.

In data 4 ottobre – dunque prima che scoppiasse il caso Manet – la mia segretaria chiama Asproni, la quale dà disponibilità solo per la data di oggi, 24 ottobre. Non è grave che non abbia avuto tempo di incontrarmi, ci mancherebbe, è grave che sapendo della situazione che si sarebbe creata pochi giorni dopo non abbia detto alla mia segretaria: “Guardi, non posso esserci fino al 24 ottobre ma chieda alla sindaca di chiamarmi perché ho delle comunicazioni importanti da darle”.

Bastava una telefonata, esattamente come quella che ho ricevuto dalla dott.ssa Asproni, peraltro con toni anche piuttosto pacati, pochi minuti prima della sua conferenza stampa.

E la Asproni aveva notizie importanti da darmi? Certo che le aveva. Dico così perché qualche giorno fa ho ricevuto una lettera proprio da Massimo Vitta Zelman, Presidente di Skira editore, la società che si sarebbe occupata di curare la mostra di Manet, con il quale mi incontrerò mercoledì.

Nella lettera viene riferito che per il progetto Manet “non sussistevano a Torino i tempi, gli spazi e le condizioni che permettessero la realizzazione della mostra, tanto che l’iniziativa, peraltro ampiamente modificata rispetto all’idea primigenia, è stata destinata, in pieno accordo con il Museo d’Orsay, ad altra collocazione”. E il Presidente ci ha tenuto a ribadire “che non esiste alcuna preclusione di Skira alla continuazione del rapporto di collaborazione con l’amministrazione della Città di Torino“.

Nessuna novità dunque, la mostra di Manet non è stata calendarizzata a Torino. Delle due l’una: o l’ex-direttrice Asproni non ne era a conoscenza – il che farebbe sorgere dubbi sulle relazioni intrattenute con attori fondamentali per la Fondazione Torino Musei – oppure lo sapeva e non ha riferito nulla all’amministrazione.

In entrambi i casi, per quanto mi riguarda, la fiducia necessaria a una proficua collaborazione nell’interesse della Città è irrimediabilmente incrinata e a tal proposito il Consiglio Comunale si esprimerà a breve.

Si potrebbe obiettare, in altre e diverse sedi, sul perché dare seguito ad una richiesta protocollata a Luglio con una replica di Ottobre: sono considerazioni, sostanzialmente, legate a valutazioni politiche su cui questo portale non intende rientrare, e che vengono lasciate al lettore.

Ma sostanzialmente, in nessuna dichiarazione della Appendino  compare la frase “la Asproni non mi ha mai contattato prima” o varianti, ma l’ammissione dell’esistenza delle email del caso, con seguito 5 ottobre e rottura dei rapporti quando, dal 5 ottobre in poi, la situazione è precipitata.

Dal punto di vista della veridicità delle affermazioni, possiamo affermare che non vi è dolo nelle parole della Appendino.

Dal diverso punto di vista delle valutazioni di ordine politico sulla gestione, il giudizio non spetta a noi.

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