Polemica sullo staff di Salvini durante la manifestazione di Milano: “Gadget solo a chi parla italiano”

di Redazione Bufale |

Manifestazione di Milano

Arrivano le prime polemiche in questi minuti in merito alla manifestazione di Milano in programma oggi 18 maggio, con la Lega e Salvini protagonisti assoluti. Dopo aver preso in esame l’uscita a vuoto del Ministro degli Interni a proposito della stanza da letto disponibile presso il suo Ministero, come abbiamo notato con l’articolo di questa mattina, stavolta tocca evidenziare quanto avvenuto nel capoluogo lombardo a proposito della distribuzione dei gadget a coloro che hanno preso parte all’evento.

In particolare, la manifestazione di Milano, come sempre avviene in questi casi, prevede anche un angolo dove vengono concessi in regalo alcuni souvenir a tutti. Senza discriminazioni. Questo almeno sulla carta, perché come riporta un report pubblicato poco fa da Repubblica, pare che i gadget in questione vengano negati agli stranieri. Dopo aver osservato alcuni stranieri girare in piazza con magliette e cappellini relativi alla Lega e a Salvini, alcuni membri dello staff hanno deciso di intervenire e di affrontare la situazione a muso duro.

Come? Ad un certo punto durante la manifestazione di Milano per la Lega e Salvini programmata oggi 18 maggio, si è alzata la voce di un responsabile del merchandising, il quale ha sottolineato che le magliette gratis possono essere date in regalo solo a chi parla la lingua italiana. Diversamente, dal loro punto di vista, il rischio sarebbe quelle di ritrovarsele “nei mercati”. L’intervento, poi, è stato chiuso con il solito slogan “prima gli italiani”, che da un lato ha lasciato senza parole gli indiani, mentre dall’altro ha strappato consensi tra alcuni presenti.

Per esaminare più da vicino l’autenticità di un aneddoto simile trapelato dalla manifestazione di Milano dedicata a Salvini e più in generale alla Lega, è possibile qui di seguito consultare il video originale pubblicato da Repubblica, così da avere le idee più chiare su quanto avvenuto poco fa con la “negazione” dei gadget agli stranieri.

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