Più di 20 siti con bufale Coronavirus ancora oggi in Italia: lista completa di luglio 2020 da Newsguard

di Redazione Bufale |

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Più di 20 siti con bufale Coronavirus ancora oggi in Italia: lista completa di luglio 2020 da Newsguard Bufale.net

Si torna a parlare delle indagini statistiche di NewsGuard, fonte diventata autorevole qui in Italia e nel resto del mondo soprattutto per la capacità di individuare quei siti e quei canali social rei di diffondere bufale Coronavirus. In primavera abbiamo già avuto studi in merito, ma ora la pagina in cui vengono segnalati i divulgatori di notizie false sulla pandemia risulta aggiornata. L’intervento dello staff, infatti, risale a due giorni fa, motivo per il quale abbiamo un quadro della situazione aggiornato a luglio 2020.

I siti accusati di diffondere bufale Coronavirus a luglio da Newsguard

Ci sono nomi importanti e popolari nella lista Newsguard, in merito alle fonti che hanno alimentato bufale Coronavirus anche nelle ultime settimane. Basti pensare a realtà virtuali come ByoBlu.com, CaffeinaMagazine.it, Contro.tv, Corvelva.it, Disinformazione.it, FanMagazine.it, FonteVerificata.it, GospaNews.net, IlPopulista.it, IlPrimatoNazionale.it, ImolaOggi.it, It.SputnikNews.com, LaVoceDelTrentino.it, Leggilo.org, LuogoCommune.net, MaurizioBlondet.it, MedNat.org, PandoraTv.it, Renovatio21.com, ScenariEconomici.it, SegniDalCielo.it, StefanoMontanari.net, StopCensura.info, ViralMagazine.it e VoxNews.info.

Ci teniamo a precisare che in questo caso non intendiamo sparare sentenze sull’autenticità o meno dello studio. Insomma, ci limitiamo a riportare l’esito dello studio di NewsGuard a proposito delle bufale Coronavirus, in attesa di analizzare eventualmente questioni specifiche che realtà simili potrebbero divulgare o aver divulgato in passato. Come avrete notato tramite l’elenco appena riportato, da sovrapporre a quello proposto ai nostri lettori tra fine maggio ed inizio giugno, c’è una conferma in toto per i siti in precedenza segnalati.

Vi ricordiamo che il rapporto NewsGuard risulta impostato sul check relativo ad “informazioni false o fuorvianti legate al virus”, concentrandosi su testate che hanno più o meno un discreto seguito in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Gli utenti italiani potranno autonomamente valutare le singole redazioni, per comprendere se ci siano effettivamente al loro interno bufale Coronavirus o meno, stando a quanto raccolto fino ad oggi nel nostro Paese.

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