Perde le staffe Diego Fusaro per la rimozione della sua pagina Facebook: “Non ci dicono nulla”

di Redazione Bufale |

Diego Fusaro
Perde le staffe Diego Fusaro per la rimozione della sua pagina Facebook: “Non ci dicono nulla” Bufale.net

Sta diventando un vero e proprio giallo la storia della pagina Facebook di Diego Fusaro rimossa. In tanti, infatti, ci dicono che a distanza di quasi dieci giorni non sia ancora raggiungibile, immaginando che possa trattarsi di un provvedimento definitivo. Vicenda delicata e che, allo stato attuale, ha ancora tante domande senza risposte. Il filosofo è noto per le sue posizioni contro il vaccino Covid e nei confronti del green pass, definito a più riprese come “infame tessera verde“.

Cosa sappiamo sulla rimozione della pagina Facebook di Diego Fusaro il 4 settembre

Qualcuno ipotizza che proprio espressioni del genere possano aver indotto Facebook a rimuovere la pagina di Diego Fusaro. Il diretto interessato, dopo la notizia che anche noi abbiamo dato ai nostri lettori la scorsa settimana, aveva fatto sapere che il problema fosse sorto per l’attacco hacker ad uno degli admin della suddetta pagina. Le persone che hanno preso possesso del suddetto account, hanno poi escluso gli altri admin dalla gestione della pagina.

Questa la tesi fornita da Diego Fusaro, dopo aver ricevuto una lettera da Facebook. Diverse le anomalie. In primo luogo, lui dice di vedere la pagina, mentre questa risulta nascosta ai fan e ai “non admin”. Solitamente, il social network agisce diversamente attivando procedure di sicurezza: cancellazione definitiva, per tutti, o ripristino nel giro di poche ore. Il secondo elemento anomalo riguarda proprio le tempistiche, visto che siamo ormai a dieci giorni di blocco.

Quando si verificano problemi di sicurezza, infatti, l’assistenza di Facebook tende ad essere molto più celere. Soprattutto con pagine “grandi”, visto che quella di Diego Fusaro contava circa 300.000 fan. Ovviamente nessuno mette in discussione la tesi fornita anche in queste ore dal diretto interessato sul suo profilo privato, mentre Facebook è chiamato a fornire riscontri concreti. Sperando che la situazione possa risolversi a stretto giro.

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