Perché è da analfabeti funzionali paragonare Ciro di Scampia agli immigrati che si lamentano

di Redazione |

Ciro di Scampia

Sta facendo molto rumore la storia di Ciro di Scampia, ragazzo che secondo un post in circolazione sui social si sarebbe fatto carico della propria famiglia dopo aver il papà. E, come se non bastasse, non poteva certo mancare il solito raffronto con gli immigrati che si lamentano del superfluo. Vicenda che, per forza di cose, richiama un nostro vecchio articolo, ma che nello specifico richiede alcuni approfondimenti. Alimentare questo post, infatti, è da analfabeti funzionali ed oggi 17 agosto proveremo a spiegare il motivo.

Premesso che la foto di Ciro di Scampia ci mostra semplicemente un ragazzo che vende pomodori e che, al contempo, non attesti nulla di più, ci sono solo alcuni dettagli riportati a suo tempo da alcune testate come l’ANSA. Già, “a suo tempo”, perché la storia non è recente e i primi documenti in merito risalgono addirittura a tre anni fa. Anche se molti siti si sono occupati di questa storia grazie all’eco social durante la stagione estiva del 2018.

 

Il confronto tra Ciro di Scampia e i clandestini “lagnosi”

Premesso che ci sia poco da dire sulla triste vicenda di Ciro di Scampia, ciò che rende “analfabeti funzionali” quelli che condividono il post in questione è la solita strumentalizzazione politica di alcune pagine Facebook. Vedere per credere quanto avvenuto nel caso dell’immagine riportata ad inizio articolo, con la menzione dei “clandestini in hotel si lamentano perchè “cibo no buono, no Wi-Fi, vogliamo soldi e documenti“. I commenti a questi post, poi, sono pure peggio.

Ci si potrebbe chiedere quali siano i casi specifici dei clandestini che si siano rivolti in questo modo. E, se individuati, quale sia la percentuale di migranti che tendono a lamentarsi di cose non dovute rispetto alla massa. Insomma, riuscire a sfruttare la storia di Ciro di Scampia per ottenere qualche facile “mi piace” sui social non merita certo applausi. Nemmeno quelli di Ciro.

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